Edilizia, ancora crisi ma va meglio


La crisi continua a colpire l’edilizia emiliano-romagnola, anche se in modo meno pesante rispetto al trimestre precedente. Emerge dall’indagine sulla congiuntura delle costruzioni nel secondo trimestre 2014, realizzata da Camere di commercio, Unioncamere Emilia-Romagna e Unioncamere. Il volume d’affari è sceso del 3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, un risultato meno pesante di quello del trimestre precedente (-4,1%). Va molto peggio a livello nazionale (-6,7%). In Emilia-Romagna, tuttavia, il bonus fiscale sulle ristrutturazioni e la ricostruzione post sisma non portano ancora l’auspicata ripresa: manca infatti la domanda e il credito non risulta sufficientemente disponibile. Nel primo semestre le ore di cassa integrazione autorizzate, circa 5 milioni e 619 mila, sono diminuite del 20,3%, ma gli interventi straordinari per stati di crisi aumentano del 30,4%. Secondo il sistema Smail delle Camere di commercio dell’Emilia Romagna, tra giugno 2008 e giugno 2013 l’edilizia ha perso 22.692 addetti. A fine giugno le imprese attive nelle costruzioni erano 70.441 unità, in un anno 1.649 in meno (-2,3%). La riduzione è più ampia tra quelle operanti nei lavori di costruzione specializzati (-909 unità, -1,7%) e più rapida per le attive nella costruzione di edifici (-3,7%, -711 unità). La diminuzione è determinata dalle imprese individuali (-2,7%) e dalle società di persone (-3%). Più contenuta la flessione per i consorzi e le cooperative (-2,2%). Le società di capitali restano invariate (-0,1%).

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