Edilizia, boom delle ristrutturazioni a Bologna


BOLOGNA, 25 APR 2010 – Sono state 22 mila le richieste pervenute dalla provincia di Bologna all’Agenzia delle Entrate per usufruire degli incentivi statali al 36% previsti per i lavori edili straordinari e le ristrutturazioni. Un dato molto alto, che colloca la provincia di Bologna al secondo posto nella graduatoria nazionale per questo tipo di richieste."Ciò segnala da un lato l’attenzione dei committenti bolognesi all’utilizzo delle agevolazioni fiscali e dall’altro un minore ricorso in provincia al lavoro irregolare per le ristrutturazioni edili, rispetto alla situazione nazionale" dice in una nota l’Istituto Professionale Edile di Bologna, che ha organizzato per mercoledì 28 aprile un convegno per discutere dell’andamento del settore edile in provincia nel 2009. Secondo il Cpto (Comitato Paritetico Territoriale Operativo) dell’Istituto Edile, tra tutte le notifiche preliminari che le imprese hanno inviato prima dell’apertura del cantiere, il 56% riguarda lavori di ristrutturazione. Nonostante questa buona performance, il settore delle costruzioni lamenta una significativa sofferenza a livello imprenditoriale e occupazionale, rilevabile in primis nel calo del numero d’iscritti alle associazioni di categoria. "Nel 2009 sono state complessivamente 2.258 le aziende iscritte alle Casse Edili di Industria, Artigianato e Cooperazione – continua la nota – con un saldo negativo di 320 imprese tra le nuove iscritte e le vecchie non più presenti negli elenchi". Un calo percentualmente rilevante (-12,4%) ancor più significativo se si guarda ai lavoratori iscritti alle Casse Edili: nel 2009 erano 10.315, il 16,9% in meno rispetto al 2008; scende anche il numero delle ore lavorate: -2,7 milioni rispetto al 2008(-14,8%).I dati della Camera di Commercio rilevano, in parallelo, una crescita sostanziale delle aziende edili con sede nel territorio: "sebbene 639 abbiano chiuso – spiega l’IIPLE – sono state 1.000 le nuove aziende edili che hanno aperto, tra le quali una maggioranza netta, il 79,3%, sono a carattere individuale", segno che di fronte alla crisi occupazionale i lavoratori abbiano dovuto scegliere la strada del lavoro in proprio.Qualche segnale positivo arriva dalla lotta agli infortuni sul lavoro, che in edilizia sono mediamente molto più gravi che in tanti altri settori. "Le Casse Edili rilevano per i lavoratori delle aziende iscritte un calo degli infortuni nel 2009 del 3,5%, con un solo caso di infortunio mortale contro i tre del 2008 – dice la nota dell’IIPLE – Per quanto riguarda gli infortuni non mortali, il 16,7% è stato di lieve entità (fino a 3 giorni di prognosi), il 79,1% di media entità (fino a 90 giorni) e il 4% grave (oltre i 90 giorni di prognosi). Secondo i dati forniti dalle Asl di Bologna e Imola, dal 2006 al 2008 il numero complessivo degli infortuni sul lavoro in edilizia è calato da 3.136 a 2.321 (-26% in due anni)", un dato comunque da ponderare rispetto alle ore lavorate.

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