Economia reggiana, migliorano le previsioni


Migliorano le previsioni macroeconomiche per il 2017 per la provincia di Reggio Emilia.
Rispetto ad una crescita del Pil provinciale stimata nell’1,1% nelle previsioni emesse a gennaio, l’aggiornamento di aprile degli “Scenari per le economie locali” elaborati da Prometeia e analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia parla, infatti, di un Pil in aumento dell’1,3%.
Il positivo andamento è da attribuire alle previsioni riviste al rialzo sia per l’industria, settore per il quale il valore aggiunto viene ipotizzato in crescita del 2,4% (le previsioni di gennaio parlavano di un +1,7%), che per le costruzioni, per le quale si presume un aumento dell’1,8%, cioè quasi mezzo punto percentuale in più rispetto all’elaborazione precedente; è confermato al +0,8% l’andamento dei servizi. In calo dello 0,3%, ma in attenuazione rispetto al dato di gennaio, l’andamento del settore primario.
Confermate, poi, le previsioni formulate per l’andamento del reddito disponibile delle famiglie, che dovrebbero aumentare del 2,2% per poi migliorare e raggiungere il +2,5% nel 2018. Il clima di fiducia delle famiglie, influenzato dal miglioramento del reddito a disposizione, dovrebbe quindi supportare una ripresa dei consumi, che nel 2017 dovrebbero aumentare del 2,3%.
Anche per l’impiego di lavoro nel processo produttivo, valutato in termini di unità di lavoro e quindi al netto della cassa integrazione guadagni, è prevista una leggera ripresa che dovrebbe attestarsi, per l’anno in corso, al +0,7%. La tendenza positiva dovrebbe mantenersi, ma attenuarsi lievemente, anche per il 2018, nel corso del quale le unità di lavoro dovrebbero aumentare dello 0,5%.
La ripresa della crescita del valore aggiunto sia nel manifatturiero che nell’edilizia influenza anche il trend dell’impiego di lavoro in questi settori di attività economica che, per Reggio Emilia nel 2017, registrano variazioni positive che vanno da un +0,9% per i servizi al +0,6% sia per l’industria che per le costruzioni. Sono invece previste in flessione dell’1,4% le unità di lavoro impiegate in agricoltura.

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