Economia circolare, in Romagna è realtà


In tema di ECONOMIA CIRCOLARE l’indagine svolta su un campione di aziende dell’Emilia Romagna, la maggior parte nella provincia di Forlì-Cesena, ha fatto emergere che la circolarità complessiva di queste imprese, come dato globale, ha un valore medio di 0,55 su una scala che va da 0 a 1 e ciò significa che le aziende del nostro territorio stanno già lavorando per sviluppare l’economia circolare.

Questo è uno dei dati rilevanti emerso al Teaching Hub del Campus di Forlì nell’ambito del Forum “ECONOMIA CIRCOLARE DALLA TEORIA ALLA PRATICA” organizzato da Confindustria Forlì-Cesena, Confindustria Emilia Romagna Ricerca, Cariromagna, Romagnatech, CesenaLab e Università di Bologna che ha visto la partecipazione di 150 persone, soprattutto del mondo imprenditoriale, interessate al nuovo paradigma economico di sviluppo che ha come caratteristiche principali il re-design dei processi produttivi e dei prodotti affinché siano riutilizzabili al termine del ciclo di utilizzo, l’impiego esclusivo delle energie rinnovabili per la conservazione e la ricostruzione del capitale naturale e l’ambizione di arrivare a processi produttivi in grado di generare zero-waste per minimizzare le esternalità negative grazie a meccanismi di recupero, riutilizzo e riciclo.

60 le imprese che hanno colto l’opportunità di confrontarsi con l’esperienza delle start-up e di entrare in contatto con il mondo dell’Economia circolare, termine utilizzato per definire un sistema economico pensato per potersi rigenerare da solo.

Davide Stefanelli, coordinatore del Comitato Innovazione di Confindustria Forlì-Cesena e Vice Presidente Vem Sistemi, ha sottolineato come la transizione verso l’economia circolare è obbligatoria non solo per un discorso di tutele ambientale, ma anche per sopravvivere in futuro dove le materie prime saranno sempre più limitate e quindi soggette a forti variazioni di prezzi.

Adriano Maestri, presidente di Cariromagna-Gruppo Intesa Sanpaolo, si è definito partner convinto di questa iniziativa, che si sviluppa nel solco di Industria 4.0, e fautore delle alleanze fra imprese che creano circolarità delle informazioni e dei progetti. Ha inoltre ricordato che Intesa Sanpaolo è dal 2015 Financial Services Global Partner della Fondazione Ellen MacArthur, organizzazione leader a livello mondiale nell’accelerazione della circulareconomy.

L’evento è stato l’occasione per presentare e far conoscere alcuni modelli di business dell’economia circolare come la circularsupply-chain, cioè energia rinnovabile e input biologici o interamente riciclabili per sostituire le risorse con ciclo di vita limitato. Oppure il ripristino e il riciclo, ossia recuperare risorse utili/energia da scarti o sottoprodotti.O ancora estendere la vita utile dei prodotti finiti e componenti tramite riparazione, rinnovo e rivendita. Tra i concetti più nuovi di modello di business ci sono le piattaforme di sharing, per aumentare il grado di utilizzo dei beni abilitando la condivisione all’uso, e il productas a service che offre l’accesso al bene mantenendone la proprietà per beneficiare della produttività circolare delle risorse. Questi sono i concetti che stanno alla base dell’economia circolareillustrati da Anna Monticelli, manager Circular Economy Project di Intesa Sanpaolo.

Riproduzione riservata © 2018 viaEmilianet