Ecomafie, Emilia-Romagna undicesima per illeciti


©Trc-TelemodenaMODENA, 4 LUG. 2012 – L’ambiente è il business del futuro e la mafia se n’è accorta forse ancora prima del mercato regolare. Ma non si deve pensare solo alla disastrosa raccolta dei rifiuti in Campania, quando troppo spesso nei problemi degli appalti spunta l’ombra della malavita organizzata. Anche al nord ‘ndrangheta e camorra cercano sempre più prepotentemente di insinuarsi nel tessuto sano che si occupa di riciclo e recupero dei rifiuti. Il dato emerge chiaramente nel rapporto 2012 di Legambiente. In Emilia Romagna le violazioni accertate a rischio infiltrazioni mafiose nel 2011 sono più o meno stabili rispetto al 2010, circa un migliaio, facendo restare la regione all’undicesimo posto. A Modena gli illeciti sospetti nel ciclo del cemento sono stati 18, con 29 persone denunciate e 3 sequestri, quarto posto in regione, dopo Rimini, Forlì e Bologna. Per il ciclo dei rifiuti, 36 gli illeciti, 31 denunce e 29 sequestri, terzo posto, dopo Bologna e Rimini. Per questo Legambiente non abbassa la guardia: negli ultimi due anni l’associazione si è costituita parte civile nei processi per reati ambientali, nel modenese ha seguito la vicenda dello smaltimento irregolare dei rifiuti inerti che ha visto coinvolta una ditta di Formigine, ed è stata protagonista della segnalazione relativa allo sversamento illecito di limi nel torrente Scoltenna.

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