“Ecco perchè siamo in stato di agitazione”


Questo è il comunicato dei dipendenti di Aterballetto, letto come “fuori programma” prima dello spettacolo del 29 aprile scorso: (…) Il sistema culturale della città poggia su un “quadrilatero” che comprende la Fondazione i Teatri, l’Istituto Musicale A.Peri, la Fondazione Nazionale della Danza, le Istituzioni Culturali Comunali (Musei, Biblioteche).Tutti questi soggetti attivano importanti relazioni internazionali e rappresentano uno strumento fondamentale per lo sviluppo della Cultura e del sistema economico (della città)(…) Vogliamo essere una comunità etica che considera il lavoro un elemento per la dignità delle persone (….) Un lavoro che sia stabile nel tempo, che rafforzi il nostro senso di appartenenza alla comunità reggiana e che ci permetta di costruire un futuro di qualità per noi e per le nostre famiglie.Abbiamo tratto queste citazioni da  una pubblicazione a cura del Comune di Reggio inviata ai Cittadini. Si intitola “La nostra città: Cinque anni di Amministrazione” ed è  un testo che ci proclama protagonisti di un quadro culturale ed economico importante e che ci sembra una significativa introduzione alle nostre attuali rivendicazioni. Lo scorso Dicembre la Fondazione Nazionale della Danza /Aterballetto ha proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti  finalizzato al rinnovo del contratto aziendale e della stabilizzazione dei contratti di lavoro, per la quasi totalità precari.La decisione di indire lo stato d’agitazione è conseguenza di oltre 15 mesi di trattativa sindacale e di richiesta di dialogo da parte dei lavoratori ai Soci, al Consiglio di Amministrazione e alla Direzione Generale, azioni che non hanno purtroppo trovato a tutt’oggi alcun significativo riscontro.Ad un primo momento in cui ci è stato promesso sia il mantenimento di tutti i posti di lavoro sia un atteggiamento di chiarezza e trasparenza rispetto alle decisioni che sarebbero state prese, ne è seguito un altro nel quale è avvenuto esattamente il contrario. La Direzione Generale ha annunciato tagli di posti di lavoro sia nel settore organizzativo, amministrativo che artistico, con una riduzione prevista nel solo settore degli uffici di oltre il 40%. La maggior parte di questi tagli riguarda lavoratori con contratti a progetto, ovvero i meno difendibili dal punto di vista contrattuale. Ci preme sottolineare che non ci sfugge lo scenario di difficoltà economiche in cui versa il settore dello Spettacolo ancora più saccheggiato dall’ultima Finanziaria, così come le difficoltà degli Enti Locali legate ad una pesante crisi economica, ma la precarietà e la non trasparenza non sono figlie della crisi né delle Finanziarie ed è pertanto inaccettabile che le ripercussioni avvengano esclusivamente sui lavoratori meno tutelati Riteniamo pertanto che l’atteggiamento assunto dalla Direzione Generale e dall’intero CdA nei confronti del personale di questa struttura sia fortemente irrispettoso e superficiale. Chiediamo la loro assunzione di responsabilità in modo da aprire un dialogo costruttivo che aiuti a trovare soluzioni condivise per superare questo momento di difficoltà.Oggi alla Dirigenza tutti noi lavoratori chiediamo:1) contratti più adeguati a quella che è considerata un’eccellenza della danza sul territorio nazionale e internazionale;2) di poter svolgere il proprio lavoro conformemente alle disposizioni sancite dallo Statuto dei lavoratori e dai contratti nazionali che prevedono una regolamentazione dell’orario e delle modalità di lavoro;3) di eliminare le disparità che ora esistono nel trattamento economico e contrattuale, soprattutto fra i danzatori;4) di poter, se non eliminare, almeno ridurre quel carattere di precarietà del contratto che lega tutti i dipendenti alla Compagnia e che li costringe ad un comprensibile stato di soggezione.Ci teniamo infine ad esplicitare che questo comunicato non vuole essere in alcun modo un attacco all’attuale amministrazione comunale; al contrario è un forte appello ad essa così come a tutti i candidati che intendano farsi carico del futuro governo di questa città.  Alla città di Reggio Emilia, alla Regione Emilia Romagna (Soci Fondatori di questa azienda) e al nostro pubblico chiediamo attenzione, sostegno e solidarietà. Grazie

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