Ecco le primarie: la politica ritorna a Bologna


BOLOGNA, 20 GEN. 2011 – Tutto è cominciato esattamente un anno fa. Era un lunedì, il 25 gennaio 2010, quando Flavio Delbono decise di lasciare. Il Cinziagate era diventato troppo grande: impossibile non farsi travolgere. E per evitare di portare a fondo tutta Bologna, il suo primo cittadino non trovò alternative alle dimissioni, che posero termine ad un regno lungo appena sette mesi. Al suo posto, una reggente. Il commissario Anna Maria Cancellieri, che fino ad oggi ha tenuto in mano le redini della città. Adesso però è ora che a Palazzo d’Accursio torni un inquilino che abbia la possibilità di amministrare qualcosa in più dei semplici affari correnti. Per sapere chi sarà bisogna attendere la primavera, ma un sostanziale passo in avanti verrà fatto domenica, il 23 gennaio 2011, con le primarie in cui il centrosinistra eleggerà il suo candidato sindaco.L’atmosfera, sotto le Due Torri, non è però delle migliori. Il traumatico addio di Flavio Delbono rappresenta per i bolognesi una ferita ancora aperta. E’ inutile nascondersi: una città che ha da sempre intrecciato la sua storia con quella della politica ci metterà molto tempo a riacquistare fiducia in una classe dirigente che l’ha profondamente delusa. Gli abitanti di Bologna, cresciuti all’ombra del buon governo e – perchè no – con un malcelato complesso di superiorità, hanno vissuto il commissariamento come un’onta. Salvo poi capire, quasi con vergogna, che alla fine dei conti essere guidati da un commissario prefettizio, libero dalle pressioni delle opposizioni e dalle ripicche della maggioranza, non è poi così male. Ma a far cambiare loro idea ci hanno provato, nell’ultimo periodo, i tre candidati che si affronteranno domenica.Il primo è Virginio Merola, l’uomo del Pd, assessore con Cofferati, avversario di Delbono nelle primarie 2008 e oggi presidente del Consiglio Provinciale.  Si è presentato come "il capitano coraggioso di un equipaggio fantastico" e ha promesso che farà "una giunta di donne e uomini giovani, senza raccomandati, madrine e padrini", ma è senza dubbio lui che nell’immaginario collettivo rappresenta più degli altri la continuità con il passato. Tant’è in molti sperano nella vittoria di Amelia Frascaroli, la "cattolica rossa" che mette d’accordo la Cgil, la galassia associazionista e quella prodiana. Il suo essere madre di una numerosa famiglia e al contempo outsider della solita politica è la carta che si è giocata in campagna elettorale e che potrebbe rivelarsi, oltre che rassicurante, un passaporto per la vittoria. Ma a "rompere gli schemi" c’è Benedetto Zacchiroli, il candidato di rottura, colui che si schiera contro il voto utile e spera di intercettare il voto dei giovani e della comunità gay, a cui lui stesso ha dichiarato a sorpresa di appartenere.La speranza è di raggiungere il traguardo dei 20 mila votanti, un obiettivo al ribasso rispetto ai 24.920 elettori che hanno partecipato alle primarie del 2008. Ma lo spettro della bassa affluenza non fa paura. "Penso che avremo delle sorprese", è la previsione di Merola, che durante un confronto teleisivo a tre se l’é presa con "i profeti di sventura". Anche per Zacchiroli "se andassero a votare in 15.000 sarebbe un miracolo rivoluzionario nell’Italia di oggi", mentre la Frascaroli ha sottolineato come si parli di primarie che non hanno scaldato "perché ormai ci si scalda solo per i conflitti e gli attacchi, ma noi non volevamo questo stile". Potranno votare, dalle 8 alle 22 e versando 2 euro, tutti i residenti che hanno compiuto 16 anni, ma anche i cittadini fuorisede, che però devono necessariamente iscriversi entro le 12 di venerdì 21 gennaio sul sito www.primariebologna2011.org. Comincia da qui, insomma, il disgelo tra Bologna e la politica.

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