“E’ una crisi economica, sociale e democratica”


REGGIO EMILIA, 2 MAR. 2010 – Oltre trenta mila lavoratrici e lavoratori coinvolti in processi di crisi. Quasi dieci milioni di ore di cassa integrazione utilizzate nel 2009. Molte aziende con gli ammortizzatori sociali agli sgoccioli, poiché in scadenza nei prossimi mesi. E un numero di disoccupati in crescita. Questi i tratti della crisi che fanno da scenario al sedicesimo congresso provinciale della Cgil di Reggio Emilia che si tiene oggi e domani all’ente fiera di Mancasale. Un appuntamento che ha al centro il difficile momento dell’economia analizzato "dal punto di vista del lavoro", come recita il titolo del congresso. "Questo congresso si svolge nel pieno della più grande crisi economica che il mondo abbia conosciuto dal 1929 a oggi", ha esordito il segretario provinciale Mirto Bassoli esponendo la propria relazione dinanzi alla platea formata da 705 delegati e da un centinaio di invitati. "Una situazione che non induce a nessun tipo di ottimismo", ha sottolineato Bassoli continuando con un’analisi dei principali motivi che hanno portato alla recessione come la mancanza di regole nella finanza e lo squilibrio nella distribuzione della ricchezza. Problemi a cui non è stato posto alcun rimedio.Non c’è solo la crisi al centro del dibattito del congresso. Cruciale è anche la questione della divisione interna al sindacato. Per la prima volta la Cgil arriva a un congresso confrontandosi su due posizioni: la prima legata alla mozione 2 sostenuta da Gianni Rinaldini che ha ottenuto il 61% dei consensi; la seconda collegata alla mozione del segretario nazionale Guglielmo Epifani e che ha ricevuto il 39% dei voti. A portare al successo il documento di Rinaldini, sostenuto anche dall sono stati i consensi dei metalmeccanici oltre che dei lavoratori della Funzione pubblica e dei settori del commercio e dei trasporti. A sostenere Epifani, invece, principalmente sono stati i pensionati, ma anche i chimici, gli edili, i tessili e gli alimentaristi.Nel suo discorso, il segretario ha rimarcato diversi punti su cui le due mozioni sono unite. A partire dalle motivazioni alla base dello sciopero nazionale del 12 marzo. Una mobilitazione che oltre a rimettere l’accento sull’incapacità del governo a gestire la crisi, propone una politica fiscale più giusta ed equa, con meno tasse per i lavoratori e pensionati. Misure che potrebbero essere finanziate attraverso la lotta all’evasione fiscale e la tassazione delle rendite finanziarie e dei grandi patrimoni. Anche dal fisco, dunque, passa la lotta alla diseguaglianza nella distribuzione del reddito, una delle cause della crisi economica e la prima ragione della crisi sociale.L’altra crisi da risolvere è quella della democrazia italiana, che "soffre sotto diversi aspetti, dalla libertà di informazione, ai rapporti tra i poteri, alla giustizia", ha spiegato Mirto Bassoli indicando come antidoto alla "miscela di autoritarismo e populismo" la difesa della Costituzione. 

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