“E’ stoccaggio di persone”


BOLOGNA 29 MAR. 2010 – Da una parte un popolazione carceraria che cresce di giorno in giorno. Dall’altra l’organico della polizia penitenziaria che si fa sempre più risicato. Sono queste due opposte e inconciliabili linee di tendenza a fare dell’Emilia-Romagna una delle regioni in cui l’emergenza carceri si fa sempre più drammatica. Stando ai dati aggiornati al 28 febbraio scorso, il numero di reclusi in regione è di 4585 persone ristrette, ma la capienza massima delle strutture è di 2386 detenuti. L’indice di sovraffollamento, 92%, è il più alto tra quello delle regioni italiane, con Bologna ad arrivare prima in Italia con l’istituto penitenziario con più carcerati eccedenti il numero consentito dalle regole.A denunciare la situazione è il sindacato Uil Penitenziari che sottolinea anche la "precaria e deficitaria situazione" dell’organico delle forze dell’ordine penitenziarie. “In Emilia-Romagna rispetto agli organici previsti per il personale amministrativo mancano 8 Dirigenti Penitenziari, 43 educatori, 33 assistenti sociali, 22 contabili, 111 tecnici e 17 collaboratori. La polizia penitenziaria conta su 1926 unità a fronte delle 2401 previste", spiega il segretario generale Uil Pa Eugenio Sarno. "I carichi di lavoro e i detenuti raddoppiano – sintetizza Sarno, ma il personale nelle carceri diminuisce".L’appello del sindacato sottolinea, dunque, la "necessaria e urgente assunzione di circa 4000 unità di Polizia penitenziaria", così come la prosecuzione della "legiferazione sulle misure accompagnatorie del piano carceri, al momento solo annunciato e di cui si sono perse le tracce". Il carico eccessivo di lavoro che spetta al personale di polizia addetto alle carceri fa sì che risulti sempre più difficile pere garantire diritti quali riposi e ferie, ma soprattutto l’incolumità dei lavoratori. Più o meno tutti gli istituti penitenziari della regione devono far fronte a una carenza d’organico pari al 30%. Ma le condizioni di vita più drammatiche restano sempre quelle vissute dai detenuti, come dimostra la situazione del carcere "Port’Aurea" di Ravenna la cui popolazione è di 150 detenuti, di cui due terzi stranieri, a fronte di 59 posti disponibili."Ormai si tratta di vero e proprio stoccaggio di esseri umani – denuncia il coordinatore povinciale della Uil Pa Giacomo Pasquale – Ogni piccolo spazio disponibile viene adibito a camera detentiva. Anche in locali dichiarati inagibili per assenza di riscaldamento e servizi igienici vengono ammassati una decina di detenuti". Condizioni disumane di cui "pare non importare nulla ai Superiori Uffici – lamenta Pasquale – nonostante la Direzione della Casa Circondariale di Ravenna abbia più volte segnalato la drammaticità della situazione".

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