E se la Bredamenarini si unisse all’Irisbus di Avellino?


BOLOGNA, 18 OTT. 2012 – Unificare la vertenza BredaMenarinibus di Bologna e Irisbus di Avellino e unire le due aziende in un unico polo nazionale per la progettazione e costruzione di autobus e veicoli per il trasporto pubblico su gomma a basso impatto ambientale.Lo chiedono le Rsu delle due aziende in una nota in cui invitano i segretari di Fiom, Fim, Uilm, Ugl, Failms e Fismic a farsi portavoce col Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, anche della richiesta di "un adeguato rifinanziamento del fondo per il trasporto pubblico locale e la definizione di un programma pluriennale per un adeguato rinnovamento del parco circolante".Le due aziende, ricordano, sono le ultime due storiche produttrici di autobus rimaste nel panorama industriale italiano. Un settore che, invece, un tempo dava da lavorare, considerando anche l’indotto, a 11.000 persone. E che invece, per effetto del tagli al trasporto pubblico locale, è in crisi profonda. Ad Avellino ci sono 685 dipendenti in cassa integrazione straordinaria, 290 a Bologna."Chiediamo al Governo di aver un comportamento saggio – ha detto Marco Prendin, della Fiom – come fanno in Germania o Francia, dove sostituiscono ogni anno il 18% del parco circolante, e ciò permette al settore di sopravvivere. Qui al massimo si sostituisce il 6%. Rischiamo la scomparsa di un intero settore industriale. E’ un comportamento stupido: abbiamo bus inquinanti, disagi per i cittadini e problemi di occupazione".

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