E’ ora di rimescolare le carte


BOLOGNA, 25 MAR. 2010 – Cosa dire? Evidentemente per fare punti contro la Roma – ormai seconda forza del campionato – il Bologna doveva ricorrere a delle riserve tecniche e tattiche di cui ha dimostrato di non essere in possesso. Passi per i primi 20 minuti. I rossoblu si sono rintanati davanti a Viviano ed hanno retto l’urto di una formazione nettamente superiore senza sbandare nemmeno troppo. Nella seconda metà hanno addirittura accelerato portando spesso e volentieri la palla in avanti, senza però graffiare molto, anzi in pratica senza graffiare per niente salvo una conclusione rabbiosa e difficilissima di Gimenez che Julio Sergio ha neutralizzato con classe e piazzamento perfetto. Insomma credo di non esagerare dicendo che il pari ai punti era il risultato giusto, perché i ragazzi di Colomba avevano reagito ottimamente rispetto ad un avvio così così. Considerati i valori dei singoli e la somma di quelli di squadra un esito del tutto accettabile. Nella ripresa invece le cose hanno subito girato verso, poiché al 46’ i romanisti vanno in vantaggio in modo, mi pare, alquanto casuale. Come che sia, il Bologna modifica il suo attacco. Fuori Gimenez e Zalayeta, dentro Di Vaio e Adailton. Il fatto è che nonostante il cambio dei suonatori la musica non cambia. Intendiamoci: non è tutta colpa dei nuovi entrati, siccome la squadra nel complesso tendeva a perdere qualche colpo, dalla difesa sempre più pressata e preda di un certo affanno al centrocampo non troppo ispirato a dettare iniziative ficcanti, nonostante Mudingayi sia risultato di gran lunga il migliore in campo dei suoi. Non poteva non arrivare la seconda rete giallorossa. Significativa in due modi. Infatti, oltre a chiudere il tema punteggio, questa rete, certamente di buona fattura, è insieme lo specchio delle crescenti difficoltà bolognesi. Nessuno cerca di ostacolare Cerci che imbecca alla perfezione Baptista, pure lui abbastanza libero di concludere affondando indisturbato dalle parti di Lanna o almeno di un centrale che, per il principio della diagonale, avrebbe dovuto preciparsi da quelle parti. Lo stesso Viviano viene perforato sul suo angolo, il che lascia qualche dubbio.Poi tutti a dire che i rossoblu avrebbero perso comunque. Vero, ma questo non esime nessuno dal rilevare come sono andate le cose. In effetti, la sintesi di questa partita e del risultato potrebbe stare nella considerazione che la Roma era superiore, che sul campo si è visto proprio questo e che non c’è nulla da aggiungere. Una minima analisi logica dei 90’ parla appunto in questo senso. Per il Bologna, però, ciò non basta. In 4 giorni due partite e zero gol. Un handicap che occorre correggere in fretta. Contro la Roma, tra l’altro, solamente un paio di conclusioni nello specchio. E’ veramente troppo poco, e ripeto quanto già rilevato dopo la sconfitta a Siena. Colomba deve trovare una formula di attacco meno stitica se non vuole rischiare di perdere il vantaggio fin qui acquisito. Mercoledì hanno giocato i 4 uomini d’attacco più quotati, ma non è bastato. E nel complesso andrà pure verificato cosa fare di Appiah, Pisano, Succi e Savio, gli arrivi di gennaio ancora emarginati. Chissà che non siano in grado di dare una mano se, come pare, è venuto il momento di rimescolare le carte.

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