E Grillo gli chiede un “Parlamento pulito”


REGGIO EMILIA, 7 GEN. 2010 – "Io non voglio incontri personali ma chiedo al presidente del Senato dove siano finite le 350.000 firme che hanno proposto la legge di iniziativa popolare. Schifani dovrebbe mettere in agenda la discussione di questa legge, altrimenti i 350.000 cittadini italiani che hanno firmato gliene chiederanno conto". In piazza Prampolini, da dove ha assistito alla parata per l’anniversario della bandiera italiana con i membri del suo meetup, Beppe Grillo spiega perchè ha deciso di venire a Reggio Emilia proprio in occasione della Festa del Tricolore, a cui quest’anno partecipa anche Renato Schifani."Pretendiamo una cosa semplice, molto semplice – ha proseguito il comico genovese – l’attuazione di una legge popolare approvata dalla Cassazione, che consta in tre parti: parlamento pulito, cioè togliere i condannati in via definitiva, due legislature, e la terza cosa, la più importante, che è il fondamento della democrazia, il voto di preferenza. Noi siamo andati a votare senza il voto di preferenza quindi non siamo rappresentati in parlamento, nessun cittadino è stato rappresentato"Grillo ha poi raccontato che il presidente del Senato gli ha proposto un incontro privato per parlare della proposta di legge, "ma io gli ho risposto che ero disponibile solamente se potevo venire con una webcam, davanti alla quale lui avrebbe dovuto dire le sue intenzioni in proposito, e allora mi ha detto di no". Il comico-blogger è arrabbiato perchè "questi non accettano il confronto: Schifani è scappato, anche qua è arrivato con la scorta perché ha paura. Ma io sono fiducioso di un crollo di questa generazione, questa gente è fuori dalla storia"."Se siamo qui a onorare la bandiera che rappresenta il popolo italiano – ha concluso Grillo – questo deve essere onorato almeno in una risposta. E se questa rispostanon arriverà nemmeno questa volta prenderemo seri provvedimenti e chiederò a tutti i 350 mila cittadini che hanno firmato la proprosta di leggere, di venire con me in Parlmento a chiederla".Al termine del suo discorso ufficiale, pronunciato al teatro Ariosto, il presidente del Senato ha confermato la versione di Beppe Grillo sul caso del mancato incontro con il comico genovese. "Io gli avevo dato la disponibilità – ha detto Schifani- e lui voleva un incontro con la webcam, ma è una modalità che io non ho condiviso". La seconda carica dello Stato ha però ribadito il suo impegno perché il Parlamento dia una risposta. "Io ribadisco la mia disponibilità – ha spiegato Schifani – ad incontrare i primi firmatari dei disegni di legge di iniziativa popolare. Per quanto riguarda la legge proposta da Grillo scriverò al presidente della Commissione Affari istituzionali per sollecitare l’iter di questo disegno di legge, che è già all’ordine del giorno: il presidente del Senato non può portare in aula un ddl se la Commissione non ha completato il proprio iter. Avrei spiegato a Grillo che i ddl ad iniziativa popolare, non avendo una matrice politica, possono correre il rischio in Parlamento di non essere spinti dai gruppi parlamentari. Ma il dovere della politica – ha ribadito Schifani – è fare in modo che il Parlamento, in un modo o in un altro, si esprima"

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet