E’ definitivo. Tanzi condannato a otto anni


4 MAG. 2011 – Con qualche brivido, la prima sentenza definitiva sul più grande crack mai avvenuto in Europa è arrivata. La suspance di oggi è stata legata a un allarme bomba scattato nel palazzo della Corte di Cassazione a Roma intorno alle 13, quando i giudici della quinta sezione erano riuniti per decidere se confermare o meno a Calisto Tanzi la condanna a dieci anni per aggiotaggio rimediata al Tribunale di Milano. Una telefonata anonima aveva segnalato la presenza di un ordigno da qualche parte nei locali. Sul posto sono intervenuti gli artificieri, ma nessuna evacuazione è stata poi disposta.Finte bombe a parte, di esplosivo alla fine non c’è stato nulla. Nemmeno la sentenza, che alla fine non ha disatteso le aspettative. La suprema corte hanno infatti confermato la condanna e l’accusa di colpevolezza per l’ex cavaliere. I dieci anni sono soltanto stati limati a otto e un mese, per via della prescrizione di alcuni episodi di false informazioni al mercato (sono stati dichiarati prescritti, per Tanzi, i reati fino al 18 giugno 2003).I legali dell’ex patron di Parmalat avevano comunque chiesto di annullare la condanna pendente sul loro cliente, in quanto il giudizio non sarebbe stato di competenza del Tribunale di Milano. La sentenza meno sperata, per loro, è invece arrivata. E a questo punto, visto che siamo al terzo grado di giudizio, per l’ex re del latte potrebbero riaprirsi le porte del carcere. Almeno che non entri in gioco la legge ex Cirielli, conosciuta anche come salva-Previti, che scampa dalla reclusione gli over settanta incensurati. Per Tanzi potrebbero esserci dunque soltanto gli arresti domiciliari.Confermata dalla Cassazione anche la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Milano il 26 maggio 2010 con il quale era stato riconosciuto il diritto dei 32 mila piccoli risparmiatori truffati dal crac del gruppo Parmalat a ricevere 100 milioni di euro, titolo di provvisionale, come risarcimento del danno. Questa provvisionale era stata negata in primo grado. Nel corso dei processi di primo e secondo grado i risparmiatori erano riusciti ad ottenere circa 90-95 milioni di euro concludendo accordi di transazione con Bank of America. Complessivamente il crac è stato pari a circa mille milioni di euro.

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