E’ Cofferati il “nemico numero uno” di Delbono?


BOLOGNA, 23 MAR. 2009 – Il solito elefante nella cristalleria, si dirà. Ma stavolta Sergio Cofferati ha superato anche se stesso.Dopo aver lasciato il centrosinistra nella… melma, annunciando a sorpresa che si sarebbe ritirato alla scadenza del suo mandato per ragioni di famiglia, adesso spara a zero sul candidato sindaco scelto dalle primarie del Partito democratico.Il centrodestra è diviso più che mai tra Alfredo Cazzola (civico, “incoraggiato” dal Pdl) e il “casinista” Guazzaloca (nel senso di sostenuto da Pierferdinando Casini e di essere un elemento di rottura forte nello schieramento). Il centrosinistra sembrava così avere un po’ di respiro in vista di amministrative non proprio semplici per il crollo verticale del Pd. Ci pensa dunque il “cinese" a rimettere tutto in discussione con un attacco frontale a Flavio Delbono."Sono molto preoccupato – dice – per la campagna elettorale del candidato del mio partito, penso serva una robusta correzione di rotta". Solo due giorni fa Delbono aveva dato un 6+ al mandato della giunta Cofferati (ed era stato, diciamolo, anche piuttosto buono). "Io i voti li lascio ai professori", è stata la risposta piccata dell’attuale sindaco, in riferimento alla cattedra di economia all’università di Bologna tenuta da Delbono. "C’è un ritardo che va colmato – ha continuato Cofferati, senza mai nominare Delbono durante il suo affondo – a due mesi dal voto non c’è un programma, non c’è una coalizione e non c’è un programma della coalizione: affrontare una campagna elettorale così non produce, anzi crea seri rischi".Dunque, ha proseguito, occorre riempire subito quei vuoti: "Il programma è indispensabile per far conoscere le proprie proposte" e "c’è un secondo programma da scrivere insieme agli alleati". D’altronde, ha fatto notare, "nella mia campagna elettorale, sei mesi prima del voto c’erano già una coalizione e un programma: non è detto sia la soluzione migliore, ma è un problema molto serio".A dirla tutta, una coalizione e un programma non c’erano neppure DOPO l’elezione di Cofferati, figuriamoci prima…

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet