E Bologna si spacca su X Factor


BOLOGNA, 30 DIC. 2010 – Tutto fa brodo in tv, diceva Piero Chiambretti. E tutto può andare bene per un Comune commissariato come Bologna. Anche uno spettacolo-passerella per le star del programma nazional popolare di X Factor in piazza Maggiore. Se poi lo spettacolo all’amministrazione non costa un euro, ancora meglio. Nessun cruccio sull’opportunità o meno di regalare ai bolognesi una serata di trash televisivo dal vivo. A scatenare la polemica sul fatto che Bologna meriti di più, è stata una lettera aperta sottoscritta da una cinquantina di associazioni riunite dietro la rete ‘Siamolacultura’. "E’ avvilente – hanno scritto – vedere riproposto un palinsesto da tv spazzatura nella piazza principale di una città che avrebbe ben altro da offrire".Anche Amelia Frascaroli, la candidata alle primarie appoggiata da Vendola che spaventa il Pd, si è chiesta se "un ultimo dell’anno così commerciale fosse l’unica soluzione?’".Il Pd Virginio Merola, in un commento su Facebook aveva invitato, però, a non ridurre "il dibattito sulla cultura a Bologna a un sondaggio su X Factor". In fondo "ci andrà tanta gente" e per parlare delle politiche culturali del Comune "meglio darsi tempo e non ridursi agli slogan". Alla fine a prevalere sembrano i giudizi di coloro a favore del talent show. Anche tra gli esperti del mondo della cultura e dello spettacolo. Come testimonia il commento di Lucio Dalla, convinto a sostenere che la musica non sia mai spazzatura. O il parere di Philippe Daverio secondo cui il Capodanno non è mai stato la liturgia dell’eleganza.

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