E adesso si può voltare pagina


BOLOGNA, 20 DIC. 2010 – Una felice coincidenza tra giornata di campionato e trattative concluse per il nuovo Bologna ci risparmiano la monotonia  della ripetizione degli interrogativi che per alcune volte avevamo rivolto ai manipolatori delle sorti del Bologna calcio stesso. Infatti da poche ore si è raggiunto l’accordo tra la vecchia proprietà Porcedda-Menarini e l’iniziativa affidata a Giovanni Consorte da parte di Massimo Zanetti assieme ad altri interessati. Prima di Natale, per le cose più più importanti, e comunque entro il prossimo 2 gennaio, devono essere espletate numerose procedure ed assunte determinanti formali decisioni per configurare finalmente la nuova società che toglie così dalle mani sprovvedute e bucate dei vecchi azionisti la titolarità di una compagine societaria sportivamente all’avanguardia anche se scivolata ultimamente a livelli non immaginabili pure in un contesto variegato e insondabile come quello dei padroni del calcio. Massimo Zanetti, patron della Segafredo, è uno stimato industriale, assolutamente in grado di far fronte, non solo economicamente, alle insidie della giungla del calcio. E’ l’uomo meno chiacchierato che si possa immaginare e se ha deciso di fare un simile passo ha sicuramente capito di cosa si tratta e cosa l’attende. Per ora la sua quota azionaria si dovrebbe attestare attorno al 35% col resto nelle mani di un’altra decina di imprenditori per un 80% in totale. Secondo generiche indiscrezioni, poi, il restante del capitale sociale potrebbe finire a commercianti artigiani e tifosi riuniti appositamente in specifiche forme consorziate o similari. Questo è un terreno tutto da verificare, suggestivo ma difficile da percorrere. Quello che invece è assodato è che la crisi societaria rossoblu può essere considerata finalmente alle spalle, che le ultime travagliate settimane sono state uno stress per ogni sportivo e che per gli azionisti che ora ingloriosamente lasciano sono stati emessi i più infamanti verdetti a causa della loro inconcepibile condotta, una mistura micidiale di non trasparenza,bugie e sotterfugi amministrativi che mai era stato dato di vedere. Porcedda e Menarini sono considerati colpevoli delle gravissime traversie degli ultimi mesi, in tutto e per tutto messi all’angolo da comportamenti per definire i quali forse nemmeno esistono aggettivi idonei. Per fortuna, quasi ai tempi supplementari, si riesce a voltare pagina, scattando in avanti grazie alla lucidità ed alla determinazione di Zanetti, Consorte e degli altri soggetti coinvolti. Ma rimane indubbiamente molto da indagare sulla recente gestione e qualcosa è sperabile si riesca a fare in tale direzione.                 Col sapore di ultimissima spiaggia che la trattativa aveva assunto a Bologna, cosa volete che sia lo 0-0 raggiunto dal Bologna a Parma. La notizia del giorno è l’altra. Però, nella sostanza, l’affermazione non è del tutto vera perché il binomio squadra-società ha bisogno di prendere forza dai risultati e nel contesto bolognese questo è più vero che mai. Infatti, nonostante i calciatori non godano di buona fama sul quoziente intellettivo che li accompagna mediamente parlando, è necessario riconoscere che i rossoblu della rosa attuale hanno avuto comportamenti esemplari. Da luglio nessuno di loro ha riscosso il becco di un quattrino. Ebbene, hanno atteso l’ultimo giorno utile per mettere in mora la società, hanno spiegato chiaramente che con gli stipendi può rientrare tutto. Ma soprattutto hanno giocato come niente fosse raggiungendo una buona posizione di classifica. Tutti uniti,senza defezioni o distinguo di nessun genere. E, insieme, occorre dare atto al tecnico Malesani di aver svolto un lavoro preziosissimo di amalgama psicologico oltre che tecnico. Se il gruppo ha tenuto, se diversi punti sono arrivati in queste condizioni disperate, se talvolta perfino si sono intravisti spezzoni di calcio interessanti, lo si deve ad un allenatore che ha lavorato molto e bene sia in campo che fuori. Per cui il punto portato dal Tardini va benissimo anche se lo spettacolo non è stato granchè. Un tempo per uno, prima il Bologna, quindi il Parma: ecco in sintesi cosa ha generato il pari. Per il Bologna, per i suoi brillanti giovani sulla strada dell’affermazione, per i suoi veterani che cercano di non sfigurare, per il capitano Marco Di Vaio si può concludere che hanno vinto una battaglia difficile, assieme ai tifosi, con lo sblocco della crisi annunciato domenica. Ora gli stessi interpreti ne devono vincere una seconda, quella del consolidamento del nuovo assetto portando il Bologna verso le rive della normalità e della rispettabilità.

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