E adesso è in crisi pure lo Zecchino d’oro


BOLOGNA, 9 NOV 2009 – Un allarme per il centro di produzione tv dell’Antoniano di Bologna, quello che ogni anno produce lo Zecchino d’oro, per intenderci. Lo lancia la Cisl che propone di consolidare il rapporto tra Rai e il centro di produzione dell’Antoniano di Bologna inserendo l’istituzione che ogni anno produce lo Zecchino D’Oro nel contratto di servizio tra Rai e Stato. Un inserimento che permetterebbe di salvaguardare il centro di produzione dei frati minori che ogni anno realizza, tra l’altro, il tradizionale spettacolo per bambini.Il centro, ha spiegato la Cisl bolognese in un conferenza stampa cui hanno partecipato alcuni dei 10 dipendenti, fino al 2001 realizzava per la Rai (che del centro è il committente principale) circa 200 ore all’anno di programmi: oggi ne produce solo 15. Dal 17 al 21 novembre si svolgerà la 52/a edizione dello Zecchino, ma dopo lo Speciale di Natale e la fine della registrazione delle puntate di Music Gate, ha spiegato Stefano Gregnanin della Fistel, "non ci sono contratti per gennaio e si paventa l’ipotesi di cassa integrazione per i dipendenti". Con ovvie ripercussioni sugli oltre 100 lavoratori dell’indotto. La Cisl lancia quindi una petizione per sollecitare istituzioni e Rai a impegnarsi per la salvaguardia "della produzione culturale italiana che, da oltre 50 anni, si é evidenziata tramite Zecchino e l’Antoniano di Bologna". Il sindacato inoltre ha invita istituzioni e mondo politico cittadino, fra cui il Sindaco, a "fare lobby" per salvare un patrimonio della città. Con un’azione, ha spiegato Alessandro Alberani, segretario bolognese, simile a quella fatta per salvare un evento come San Remo. Il sindacato ha sottolineato che l’edizione del 2010 dello Zecchino non è in discussione, ma lo é il resto della attività di produzione del centro. Gregnanin ha aggiunto che, con l’arrivo del digitale terrestre e l’ampliarsi di offerta di canali tematici, è paradossale che si rinunci a uno dei due soli centri rimasti in Italia, assieme a Torino, di produzione di programmi dedicati all’infanzia. "Non é che ci siano meno programmmi per bambini in tv – ha detto – semplicemente li si acquista all’estero". In conferenza stampa lavoratori e sindacato hanno ricordato il valore socio-educativo della produzione dell’Antoniano, che non è solo Zecchino d’Oro. In via Guinizzelli infatti non c’é solo il centro di produzione radio-tv (che realizza tra l’altro il ‘Teatro in corsia’, per portare nelle tv dei reparti pediatrici degli ospedali spettacoli teatrali per i piccini) ma anche una mensa per poveri e un centro d’ascolto."E’ una realtà che da 50 anni fa parte delle vicende culturali della città, con il Piccolo Coro, il mago Zurlì, Mariele Ventre. E’ un patrimonio dell’Unicef – ha aggiunto Gregnanin – Non solo: è anche un centro formativo, con corsi specifici per tecnici radio-tv". La Cisl ha invitato le istituzioni a impegnanarsi affinché ci sia, con l’inserimento nel contratto di servizio, "un riconoscimento del ruolo culturale che l’Antoniano ha avuto nella storia del paese". ‘Incontreremo anche il sindaco Flavio Delbono”, ha aggiunto Alberani. La Cisl bolognese ha intenzione inoltre di scrivere al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che è sostenitore dello Zecchino d’Oro. Quest’anno, tra l’altro, la manifestazione nata nel 1959 da un’idea di Cino Tortorella, compie 50 anni. Si legò ai frati dell’Antoniano nel 1961, ma le 50 edizioni le ha già festeggiate nel 2007, dato che per due anni lo Zecchino raddoppiò.L’ASSESSORE SITA: OK, DIAMO ALLO ZECCHINO PIU’ SOLDI DI SANREMO"Sono per sostenere l’idea di dare più soldi all’Antoniano che al Festival di Sanremo". E’ il commento provocatorio di Luciano Sita, assessore ai Beni Artistici del comune di Bologna, che si è detto favorevole "alle proposte della Cisl"."In ogni caso faremo un approfondimento – ha concluso Sita – per capire i termini della crisi". D’accordo anche il vicepresidente del consiglio comunale, Paolo Foschini (Pdl). "Non ha senso che la Rai abbia questo buco nella televisione per bambini", ha detto. "L’esperienza dello Zecchino è più che affidabile e soprattutto è una realtà che esiste già e va valorizzata". 

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