Due Torri senza auto: l’ultima idea del cantiere-Bologna


BOLOGNA, 22 SET. 2010 – Bologna assomiglia sempre più ad un cantiere, da un po’ di tempo in città ci si ritrova ad elaborare numerosi progetti per uscire dall’impasse di un presente grigio e costruire un futuro più roseo. E’ così in politica, dove entrambe le fazioni si stanno preparando a scegliere i candidati su cui puntare in vista delle elezioni della prossima primavera. E, in senso forse più letterale, sta succedendo la stessa cosa anche in materia di trasporti. Le idee riguardanti un rinnovamento della circolazione cittadina sono infatti sempre di più. La maggior parte, manco a dirlo, si concentra sulla zona delle Due Torri. Due proposte collegate tra loro, fatte dall’associazione Bologna al Centro e appoggiate dall’architetto Pierluigi Cervellati, sono il ritorno al tram su rotaia e la pedonalizzazione di vaste zone del centro di Bologna. Presentate come un progetto per fermare "il tracollo urbanistico della città", come ha detto lo stesso Cervellati. E da porre all’attenzione di "chi la governerà", ha spiegato Paolo Giuliani, dell’associazione. Il tram, che a Bologna non c’é più dal 1963, per l’ingegnere Andrea Maurizzi, che ha curato lo studio, potrebbe essere "in superficie, in gran parte in sede riservata", da integrarsi poi con "almeno due linee suburbane". Sul tragitto, ha spiegato Cervellati, "bisognerà fare delle valutazioni, vedere come si integra con il servizio ferroviario metropolitano, ma si potrebbe partire da quello che era stato pensato quando il Civis era ancora un tram. Da San Lazzaro a Borgo Panigale". A proposito del Civis e degli effetti che potrebbe causare nella parte centrale della città, è intervenuta anche Carla Di Francesco, soprintendente regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna. A chi governerà la città nel futuro, pure lei ha suggerito di pedonalizzare, o almeno alleggerire il traffico dalla zona attorno alle Due Torri. "Magari pensassero ad una pedonalizzazione, lo spererei", ha detto a margine di una conferenza stampa alla Camera di Commercio. Rispondendo ad una domanda sul Civis, Di Francesco ha ribadito di essere sempre stata contraria al suo transito nel cuore di Bologna. Ora che l’opera non si può fermare, però, almeno in quell’area e nelle vie circostanti "bisognerebbe mitigarne al massimo gli effetti. Diluire il traffico. Io direi: passa il Civis sotto le Due Torri, togliamo tutto il resto", ha spiegato. Il passaggio del tram su gomma, infatti, "si aggiungerà a una situazione già caotica e congestionata". Pedonalizzare sarebbe quindi opportuno, per la soprintendente "non tanto per un problema strutturale (come invece era stato paventato nelle scorse settimane dal sismologo Enzo Boschi, ndr), ma perché la città ha una sua fisionomia, che sotto il peso del traffico tende a scomparire e non si legge più".Ma tornando all’idea del tram, "sarebbe molto meno costoso del metrò – ha detto Angelo Rambaldi (Bologna al Centro) – e si potrebbero trovare intese per chiedere finanziamenti al Governo, utilizzando anche una parte di quelli previsti proprio per la metropolitana", l’idea è quella di rendere pedonali alcune "isole", come le ha definite Cervellati. Pensando a "via Rizzoli, la zona delle Due torri, via Ugo Bassi, e anche piazza San Francesco, oltre a via Zamboni, vera strada della cultura". Mentre per piazza Scaravilli, dove c’é la facoltà di economia, l’urbanista ha detto di immaginare di "coprirla e di farne una biblioteca". Per quanto riguarda il destino del Civis, l’idea è quella di "almeno non farlo passare sotto le torri", ha concluso Giuliani.

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