Ducati, un 2011 da record grazie all’estero


BOLOGNA, 7 DIC. 2011 – Ducati va controcorrente e dal Motor Show annuncia che il 2011 sarà "l’anno migliore della sua storia". a contribuire al successo è però in gran parte il mercato estero, dal momento che quello italiano "é ormai fermo da cinque anni". E’ l’analisi sulla rossa di Borgo Panigale fatta dall’Ad Gabriele Del Torchio, a margine della presentazione della nuova moto 1199 ‘Panigale Tricolore’ al salone bolognese. Nel 2011 i dati parlano di 42.000 moto prodotte, con un fatturato che sfiorerà i 500 milioni: "Gli Usa sono il nostro primo mercato, poi l’Italia e la Germania con una crescita di oltre il 30%. Ma stiamo crescendo molto anche in Estremo Oriente". Secondo Del Torchio, inoltre, ci sono "previsioni interessanti: grazie a questa moto e alle altre novità che abbiamo presentato, il 2012 sono convinto che sarà un altro anno di crescita". In un quadro più che positivo rimane però in sofferenza il mercato domestico: "Ha dato ottimi risultati di quota di mercato, che è in crescita in maniera considerevole – ha sottolineato Del Torchio – ma purtroppo è tutto il mercato che é sceso. Sono cinque anni che scende, perché la propensione ai consumi è limitatissima". Ecco perché, ha proseguito l’ad della Ducati, "da un lato siamo soddisfatti, ma anche preoccupati perché un’azienda internazionale non può prescindere da un mercato domestico importante".Del Torchio ha parlato anche del governo Monti, definendo la manovra appena varata "importante, dolorosa e necessaria", e aggiungendo che ora bisogna affiancarle misure per la crescita. "Credo sia un primo passo indispensabile per mettere in sicurezza l’Italia", ha sottolineato. Ma, ha proseguito l’ad Ducati, "non basta, adesso bisogna davvero cominciare a pensare a tutti i temi della crescita", perché "di tasse non si vive, di tasse si entra in recessione e la recessione non farà che aggravare i problemi". Il numero uno dell’azienda di Borgo Panigale, comunque, pensa positivo: "Conosco Passera e ne ho parlato con lui. Mi auguro, anzi sono convinto che le prossime iniziative debbano essere fortemente indirizzate alla crescita perché sennò non facciamo strada". Quanto all’equità della manovra, Del Torchio si è detto convinto che "tutti noi italiani abbiamo capito la gravità del momento e in qualche modo siamo pronti ad accettare sacrifici". E sulla strada intrapresa sul versante delle relazioni sindacali da Fiat, Del Torchio pensa che "Marchionne abbia i suoi buoni motivi, non vorrei essere nei suoi panni. Noi siamo a Bologna, viviamo una situazione diversa e io continuo a ritenere che l’unità sindacale sia imprescindibile". "Però continuo a credere – ha proseguito – che, di concerto con le organizzazioni sindacali, occorra avviare una strada che riguarda noi, ma riguarda tutta l’Italia, di ripresa della produttività e di competitività". Una via "che si può fare solo lavorando insieme, non credo lavorando da soli". Nessun commento dall’ad, invece, sull’l’accordo firmato solo dalla Fiom alla ‘Gd’, storica azienda metalmeccanica bolognese.

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