Draquila, vampiri e fantasmi nel film di Sabina


BOLOGNA, 5 MAG. 2010 – Lei è una comica, ma nel suo ultimo film c’è poco da ridere. Stiamo parlando di Sabina Guzzanti, regista di "Draquila l’Italia che trema", un documentario ispirato al terremoto in Abruzzo. Ieri a Bologna è stato proiettato in anteprima nazionale. Da venerdì sarà nei cinema e il 13 maggio a Cannes, come pellicola fuori concorso.Intanto Draquila è già un caso politico. "l’Italia non farà una bella figura con quel film", ha commentato il capo della protezione civile Guido Bertolaso, "perché viene raccontata solo una verità". La verità che non piace a Bertolaso è raccontata in un film che assomiglia a una puntata di Report e che è il risultato di settecento ore di riprese effettuate dal luglio 2009 al marzo scorso.Le immagini mostrano quella che era una delle prime dieci città d’arte italiana trasformata in città fantasma. Ma, soprattutto, il racconto coincide con un duro atto d’accusa al sistema della protezione civile, basato sull’emergenza e non sulla ricostruzione. Con interventi che hanno fatto sorgere villaggi fuori dalla città, facendo così abbandonare i centri storici da chi li abitava.Secondo la Guzzanti a l’Aquila il terremoto è stato utilizzato per estendere il libero mercato degli appalti del mattone dall’emergenza ai grandi eventi. "Da quando è stata modificata la legge – spiega nel film la voce fuori campo della regista – sono stati dichiarati ben 35 grandi eventi, di questi più della metà sono eventi religiosi". Una domanda che si è sentita rivolgere Sabina dal pubblico è stata: "ma l’opposizione all’Aquila dov’è?". "Non ci sono, veramente, non c’è nessuno", ha risposto con un velo di delusione.

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