Dozza ritorna a dipingere i suoi muri


DOZZA (BO), 15 SET. 2009 – A Dozza, nell’imolese, è tutto pronto per la ventiduesima edizione della Biennale del Muro Dipinto. Dal 16 al 20 settembre la cittadina medievale romagnola si trasformerà nuovamente in un unico, grande atelier all’aria aperta, in cui gli artisti potranno dare sfogo alla loro fantasia. E sono ormai oltre duecento quelli che a partire dal 1960 hanno lasciato la loro traccia sui muri, seguendo un percorso che bilancia tradizione e innovazione. "La principale caratteristica – ha ricordato il sindaco Antonio Borghi – è che gli artisti dipingono in relazione con il contesto urbano e a diretto contatto con il pubblico, che quindi li si può vedere all’opera, dialogare con loro e seguire l’evolversi dell’affresco in presa diretta". Inoltre, sarà possibile ammirare fino all’8 novembre nei locali della Rocca la mostra "Per una storia della Biennale del Muro Dipinto" con una selezione dei bozzetti storici delle opere eseguite nella passate edizioni della rassegna.Partner della manifestazione è, in collaborazione con il Comune di Dozza e la Fondazione Dozza Città d’Arte, il Museo d’Arte Moderna di Bologna. "La partecipazione alla biennale – spiega il museo in un comunicato – si inscrive in un più ampio disegno di relazioni con il territorio e di dialogo con realtà artistiche consolidate che il MAMbo porta avanti fin dalla sua apertura. Tale presenza istituzionale, oltre che portare il proprio contributo ad una manifestazione di tradizione quale è quella di Dozza, vuole essere occasione di riflessione su pratiche artistiche attuali, ma per le quali è possibile oggi una storicizzazione".Quest’anno la direzione artistica è affidata a Fabiola Naldi, dottore di ricerca in Storia dell’Arte Contemporanea, docente di Fenomenologia dell’Immagine presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna e di Fenomenologia delle Arti Contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino. E per proseguire nel percorso intrapreso durante la precedente edizione, la Biennale del Muro Dipinto ha scelto affianca la più consueta Wall painting, nel borgo storico di Dozza, al Writing e al Drawing, che si svolgeranno nel borgo nuovo di Toscanella.La continuità con la tradizione è garantita dalla presenza di Marcello Jori, pittore appartenente alla corrente dei Nuovi-Nuovi, chiamato ad intervenire sul muro della torre dell’orologio di Dozza. Lo affiancano Luigi Presicce e Simone Tosca, artisti di una generazione più giovane, che vedono nella pittura uno dei media possibili accanto ad altre tecniche che, di rimando, ne influenzano lo stile. A Toscanella sarà invece protagonista la coppia artistica bolognese Cuoghi Corsello, conosciuta per la continua indagine e sperimentazione che ne caratterizza il lavoro, che sarà impegnata su una parete esterna del Municipio. Mentre Rusty e Blu – il primo è uno writer storico e uno dei padri fondatori della disciplina a Bologna, il secondo uno dei migliori esempi degli sviluppi che dal Writing sono derivati – lavoreranno su muri che si affacciano sulla via Emilia, trasformandola anche simbolicamente in elemento di unificazione tra Toscanella e Dozza, e tra le due facce della Biennale.Anche nel 2009 sarà̀ mantenuto uno dei tratti distintivi della manifestazione fin dai suoi esordi: gli artisti lavoreranno pubblicamente dal 16 settembre, a diretto contatto con il pubblico che potrà assistere allo sviluppo dell’opera, dal muro vuoto al suo compimento.Ma la Biennale di quest’anno, come le precedenti, prevede anche un articolato programma di eventi culturali, musicali e teatrali prevsti lungo tuttas la durata della manifestazione. Tra questi spicca la giornata di studi sul Writing e sul Drawing, che si terrà domenica 20 settembre all’interno del complesso della Rocca di Dozza. La giornata, che vedrà la partecipazione di studiosi di ambiti diversi – dalla sociologia, alla semiotica, alla storia dell’arte – vuole riflettere sull’impatto di tali pratiche artistiche sullo spazio collettivo e proporre una prima storicizzazione di fenomeni basati sull’appropriazione dei luoghi urbani, valorizzandone le manifestazioni più significative.

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