Dove siamo e cosa abbiamo realizzato


(…)Siamo dunque dentro una corsa con molti altri atleti, e allora chiediamoci se siamo pronti per questa corsa, quali sono i nostri posizionamenti per quelle dimensioni, economica, infrastrutturale e sociale, che influenzano la capacità di una città di stare dentro a scenari globali. Noi possiamo essere un’economia forte e competitiva che crea ricchezza diffusa e lavoro stabile. Possiamo essere un territorio di qualità che favorisce relazioni fra le persone e le città e conserva le sue risorse per le generazioni future. Possiamo essere una comunità forte che favorisce la conoscenza, la partecipazione, una vita autonoma e sicura, il più a lungo possibile.Vediamo dunque per ciascuna di queste prospettive, declinate per obiettivi secondari, dove Reggio si posiziona, le debolezze, le positività e le criticità, quali le azioni messe in campo. Abbiamo molti difetti, ma non quello di agire a caso, agiamo secondo una precisa programmazione. Gli indicatori infatti sono costruiti tenendo conto di varie fonti come il Sole 24 Ore, Italia Oggi, Istat, Legambiente e sono stati elaborati da The European House – Studio Ambrosetti, che ringrazio perché ha lavorato a lungo con il mio staff. Includono il confronto con le città vicine con una storia simile alla nostra, come auspichiamo spesso io e la presidente della Provincia Sonia Masini, in una logica di area vasta, con aree come il sistema milanese e il nord est che, insieme a quelle del sistema emiliano, vengono indicate dal professor Patrizio Bianchi rettore dell’Università di Ferrara, come le uniche aree metropolitane presenti in Italia. Ovviamente c’è la consapevolezza che questi indicatori, con dati aggiornati al 2008, fotografino una situazione in evoluzione, che solo parzialmente coglie gli effetti della crisi iniziata sul finire dell’anno; nel 2009 potrà sicuramente succedere qualcosa di diverso.(4) UN’ECONOMIA COMPETITIVA CHE CREA RICCHEZZA

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet