Il dottor Massimo Bottura


L’emozione per quello che aveva appena vissuto è stata talmente alta che a stento ha trattenuto le lacrime: lo chef modenese, Massimo Bottura, appena insignito della laurea ad honorem in direzione aziendale dall’Università di Bologna ha mostrato, come in altre occasioni, la sua attitudine di uomo semplice che fa qualcosa di eccezionale e non solo ai fornelli. In apertura della sua lezione magistrale, Bottura, ha voluto dedicare il riconoscimento ricevuto a sua madre Maria Luigia scomparsa nel gennaio del 2014. “Riconoscimento inaspettato”, ha detto, ma voluto dal dipartimento di Scienze Aziendali “per la visione imprenditoriale e le capacità manageriali, per essere un fiero ambasciatore del mady in Italy nel mondo”. Insomma un “modello da imitare” come lo ha definito nella sua Laudatio il professore Max Bergami che dello chef modenese ha ripercorso la carriera che ha portato ad essere lo scorso anno l’Osteria La Francescana come miglior ristorante del mondo. “Io, tutti noi, ha spiegato Massimo Bottura, non saremo qui se non guardassimo il mondo con curiosità. Se al centro non mettessimo la cultura, la conoscenza e il senso di responsabilità”. Senza dimenticare la formazione che emerge sopratutto nelle trattorie. Emozionato lui, ma anche tutti i familiari a cominciare dalla moglie Lara che ha conosciuto a New York. Alla cerimonia tanti i chef amici di Massimo Bottura e le autorità tra i quali il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e Romano Prodi.

E il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha voluto sottolineare a sua volta l’evento. A Bottura, infatti, l’Ente di tutela ha consegnato, con una dedica incisa sul piatto, una forma di Parmigiano Reggiano di Bianca modenese prodotta nel luglio 2010 nel caseificio rosola di Zocca.
La consegna è avvenuta da parte presidente della sezione consortile di Modena, Aldemiro Bertolini, del direttore del Consorzio, Riccardo Deserti, e del presidente del caseificio di Rosola di Zocca, Alessandro Marchi. Sul piatto della forma, come si è detto, è incisa la scritta “A Massimo “Impossible is Nothing” Since 1986”, ricordando l’anno in cui Bottura iniziò la sua attività di ristoratore rilevando la Trattoria del Campazzo a Nonantola (MO). L’espressione scelta, inoltre, è una delle preferite di Massimo Bottura, ed esprime molto dell’approccio alla vita e alla professione del grande cuoco modenese.

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