Doppio di Vaio nel secondo tempo: per la Juve nulla da fare


TORINO, 26 FEB 2011 – Andrea Agnelli non potrà essere accontentato: le dodici vittorie chieste dal presidente dopo la figuraccia di Lecce non ci saranno, perché la Signora Grandi Progetti questa sera ha fallito la prima ed è affondata come il Titanic. Il Bologna umile e concentrato sulla salvezza, l’ha distrutta permettendole solo due tiri in porta per tutta la partita e poi il resto lo ha fatto la scombiccherata squadra di Del Neri, senza capo né coda, senza gioco, senza nerbo atletico né velocità. Il tecnico ci ha messo poi abbondantemente del suo, schierando un improponibile Iaquinta e un Martinez dai contorni del fantasma, con il risultato di regalare un tempo ai rossoblù, che ne hanno approfittato controllando la situazione con calma e poi colpendo nella ripresa con un trentacinquenne scattante come un ventenne, un certo Di Vaio, che con la sua bella doppietta ha aperto come il burro la difesa (si fa per dire) juventina. In tutto il primo tempo, non c’é stata una conclusione dei padroni di casa, tranne un palo colto (su azione da calcio d’angolo) da Iaquinta, ma soprattutto la Juve non ha mai dato l’impressione di poter creare pericoli. Il gioco sulle fasce, credo principale di Del Neri, non si è visto, perché Krasic è cotto e Del Neri dopo pochi minuti lo ha spedito in mezzo, dove non c’era nessuno in grado di dettare il passaggio; sull’altro lato, Martinez non è un esterno e forse nemmeno un giocatore da Juventus. Così sono mancati i rifornimenti per Matri e nella ripresa Del Neri è andato ancora più in confusione, inserendo Del Piero e Toni e spostando Matri a sinistra, con il risultato di creare ancora più intasamento. Soltanto quando la partita era ormai persa c’é stata la palla gol autentica, di Toni, sfortunatissimo perché sulla linea c’era Portanova a respingere, ma poco prima Bonucci e Chiellini avevani rivaleggiato in lentezza non riuscendo a spedire dentro una palla che ballava sulla linea. La curva più fedele alla Juve, quella Sud, ha perso la pazienza, invitando i giocatori ad "andare a lavorare", accusandoli di non essere degni della maglia, ma soprattutto facendo ricorso al sarcasmo, quando hanno gridato "Vinceremo il tricolor", oppure invitato i giocatori a "venire sotto la curva", come per salutarli dopo il trionfo. Inoltre, le solite invocazioni a Giovanni Agnelli, con la nostalgia di un grande passato che non c’é più. Molto probabilmente non c’é più nemmeno il futuro, perché a questo punto il quarto posto è una bestemmia, ma si profila anche una clamorosa eliminazione dall’Europa League, per questa Juventus quasi ai minimi storici e certo non più bella di quella spernacchiata dello scorso anno. Il Bologna si è ripreso con pieno merito i punti sottratti dalla Roma: la squadra corre, si smarca, ripiega, è concreta e consapevole e poi sa pungere quando le si presentano le occasioni. Viene però da chiedersi come mai, contro la Juventus, quest’anno, molti avversari medi sembrino grandi squadre e riesca loro tutto facile. Dovrebbe essere Del Neri a rispondere.

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