Dopo 40 anni ritornala fabbrica di sughi Barilla


PARMA, 8 OTT. 2012 – Il contesto economico è difficile, ma Barilla rinnova il suo forte legame con l’Italia e, in particolare, con la ‘Food Valley’ tornando a produrre internamente, dopo quasi mezzo secolo, il principale complemento della pasta. Leader mondiale nella produzione di pasta, l’azienda inaugura infatti la sua nuova fabbrica di sughi a Rubbiano di Solignano, vicino Parma, con una cerimonia alla presenza del premier Mario Monti e della famiglia Barilla.  Erano 40 anni che i sughi Barilla erano realizzati attraverso partner esterni. Ora, con un impianto dedicato, la multinazionale emiliana vuole sottolineare la volontà di concentrarsi sul proprio core business. Con più di un occhio all’export: "Il nuovo stabilimento sughi di Rubbiano – spiega il presidente del Gruppo, Guido Barilla – è un esempio di come investire sulla qualità in Italia con un’ottica globale. Se da un lato gli ingredienti, la ricetta, e la tecnologia per fare i sughi sono italiani, il consumo sarà soprattutto all’estero". Con l’intenzione di conquistare nuovi importanti mercati come Cina e Brasile. L’investimento è stato di 40 milioni. Dal nuovo stabilimento usciranno quotidianamente circa 150 tonnellate di sughi a base di pomodoro e 50 tonnellate a base di pesto con una capacità produttiva annua, una volta che l’impianto sarà entrato a regime, di 60mila tonnellate. I dipendenti, allora, raggiungeranno le 120 unità. "La fabbrica è un modello all’avanguardia di design e tecnologia – sottolinea ancora Barilla – e sono molto fiero del duro lavoro svolto per rendere possibile l’inaugurazione di questa fabbrica oggi".Mario Monti, visitando la Barilla, si è detto impressionato dalla qualità e dalla creativita di un’impresa simbolo di "un comparto agroalimentare unico al mondo, un punto di forza del nostro paese". Questo nonostante la concorrenza di prodotti "italian sounding", ma non "italian tasting", insomma che suonano italiano ma non hanno sapore italiano. Nei prodotti di alta gamma, l’Italia ha accresciuto, ha detto, la quota mondiale dal 4,7 al 5,2%, un risultato di tutto rilievo".

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