Doping. Una Cera per due


RIMINI, 30 GEN. 2010 – Il ciclismo la passione in comune. Con un vizio: fare uso di sostanze dopanti. Sono le affinità che uniscono Riccardo Riccò e Vania Rossi, marito e moglie, due grandi carriere sportive macchiate dallo stesso vizio. Anche Vania, come il suo compagno, stata infatti trovata positiva all’antidoping. Per l’azzurra, seconda ai campionati italiani di ciclocross, la sostanza riscontrata è l’epo-cera: la stessa che ha portato alla squalifica Riccardo due anni fa in occasione del Tour de France.La squalifica di Riccò si concluderà il prossimo 19 marzo, la compagna sarà sospesa dal Coni nelle prossime ore. I due hanno un figlio di pochi mesi. Vania Rossi è stata trovata positiva ad un test disposto dalla commissione antidoping del Coni e realizzato il 10 gennaio (data dei tricolori di ciclocross) nello stesso giorno di quello del calciatore Adrian Mutu.La notizia ha preso di sorpresa la stessa campionessa. "Cado dalle nuvole, sono assolutamente estranea all’accusa che mi è stata rivolta – ha detto Vania Rossi – non ho mai preso sostanze proibite e non l’ho fatto neppure ora visto che sono mamma da luglio e allatto il mio bambino". "Chi mi conosce – ha aggiunto -, chi conosce la mia storia, sa benissimo che tutto questo è assolutamente assurdo. Non metterei mai a rischio la salute del mio bimbo per una gara ciclistica. Quella domenica, mentre attendevo di fare il controllo, ho allattato mio figlio, se avessi preso il Cera o qualsiasi altra cosa, sarei da mettere in galera. Cosa è successo? Questo non lo so – conclude -, ma ci sono troppe cose che non tornano".

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