Donne in carriera: e alla salute chi ci pensa?


BOLOGNA, 10 DIC. 2009 – I numeri parlano chiaro: nonostante la crisi e le tante difficoltà, nel 2009 le imprese femminili crescono e si consolidano. In Emilia Romagna nell’ultimo anno si è registrato un incremento percentuale molto positivo (+2,04%), in contrasto con l’andamento generale della regione che ha evidenziato un calo del totale imprese (-0,81%). Il 54% delle 3.626 imprese a direzione femminile aumentate nel 2008 nel Nord-Est, si è verificato in Emilia-Romagna (quasi 2 mila imprese rosa in più). Un mondo di cui CNA Emilia Romagna associa una quota rilevante: 27.800 tra imprenditrici, legali rappresentanti, socie, titolari d’impresa e collaboratrici. Donne dunque sempre più impegnate nell’impresa. Tra lavoro e casa, cura dei figli e assistenza a persone anziane. I tempi di lavoro e di vita obbligano le donne che dirigono un’azienda a giochi di equilibrio che troppo spesso mettono fra parentesi non solo il tempo libero e quello del riposo, ma anche il tempo necessario per prendersi cura di sé, per occuparsi del proprio benessere e della propria salute. “La sanità pubblica in Emilia Romagna è attenta alla prevenzione e all’assistenza – dice Paola Sansoni, Presidente regionale di CNA Impresa Donna – Sicuramente grazie a campagne informative organizzate e programmi di screening sempre più mirati, sono sempre più numerose le donne che sanno quanto sia importante fare prevenzione; cosa che non avviene in tutto il territorio nazionale. Da noi, possiamo dire che molto si è fatto per porre la salute delle donne al centro di un sistema organizzato e attento”. Tutto bene allora? Non proprio. “Accade spesso purtroppo – prosegue la Sansoni – che i nostri tempi non corrispondano a quelli che il Servizio Sanitario pubblico è in grado di predisporre, e questo costituisce per noi un rischio in più. Spesso i nostri ritmi di lavoro non sono modificabili. Sappiamo quali stili di vita adottare, che tipo di alimentazione seguire; e tuttavia, non sempre è possibile gestire lo stress del lavoro e la famiglia ponendo al centro, quando necessario, noi stesse. Ci sono funzioni che ancora oggi svolgono prevalentemente le donne come la cura dei figli e degli anziani, che rischiano di divenire un onere, un impedimento, quando mancano alcuni servizi o gli orari di questi non sono adeguati. C’è poi un problema di tempi di attesa, ancora spesso troppo lunghi per usufruire di alcune prestazioni sanitarie: non è un caso che la ginecologia, ad esempio, sia una delle specialità per le quali le donne ricorrono più frequentemente al privato. Complessivamente, persistono disagi che certamente non aiutano le donne”. Ecco perchè CNA Impresa Donna, intende affrontare il tema della specificità femminile anche dal punto di vista della salute. Lo farà domani venerdì 11 dicembre presso la Sala Convegni della CNA di Forlì (via Pelacano 29), con inizio alle ore 17.45 in un incontro dal titolo “La salute delle imprenditrici: una questione di prevenzione”, al quale parteciperà tra gli altri Gianfranco Gori, Direttore di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Morgagni Pierantoni di Forlì.   CNA Impresa Donna avanza due proposte per rendere più adeguate alle indicazioni degli specialisti alcune scelte di prevenzione, in particolare per alcune patologie tipicamente femminili. “La prima – spiega Lalla Golfarelli – coordinatrice di CNA Impresa Donna Emilia Romagna – è relativa alla prevenzione del tumore al seno attraverso l’indagine mammografia periodica, portando l’età di effettuazione dagli attuali dai 50 ai 45 anni compiuti. Infatti, se è vero che l’80% dei tumori al seno colpisce le donne sopra i 50 anni, è altresì vero che, tumori particolarmente aggressivi colpiscono le donne con età inferiore per un percentuale del 10-15%. Occorre che le istituzioni recepiscano questa indicazione, che ormai vede concorde l’intera comunità medico-scientifica". "La seconda – prosegue Golfarelli – è che CNA Impresa Donna si propone quale partner della sanità regionale per percorsi di sensibilizzazione delle imprenditrici, ma in generale delle donne che lavorano nelle imprese. Riteniamo si tratti di  indicazioni che  vanno nella direzione di tenere insieme il tempo e la qualità della prevenzione e delle prestazioni necessarie ad attuarla; e quindi, essere di aiuto a quelle donne che, a causa dei loro serrati ritmi di lavoro, possono mettere la propria salute a rischio”. L’incontro di domani approfondirà questi temi e presenterà, tra l’altro, un “supporto assicurativo”, ideato da Unisalute: una polizza finalizzata alla prevenzione, dedicata alle donne di impresa associate a CNA, che fra le altre cose, in attesa che questa opportunità sia garantita dal servizio pubblico, prevede la possibilità che le donne possano anticipare all’età di 45 anni compiuti, la mammografia preventiva ed effettuare fino a 45 anni la visita senologica e l’ecografia al seno.

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