Don Ciotti: “In tutti gli immigrati Dio c’è ed è clandestino”


SAVIGNANO SUL PANARO (MODENA) 5 LUG 2009 – Uno che ha le idee molto chiare sulla gravità delle misure anti-stranieri varate dal governo Berlusconi-Bossi è Don Luigi Ciotti. Non è un caso perché il presidente di Libera in questi anni ha lavorato a stretto contatto (e li conosce bene) con i problemi dell’immigrazione e della criminalità.Un sacerdote che esprime il suo sentimento religioso nell’impegno sociale: "In tutti gli ultimi, in tutti gli immigrati c’é Dio – sono le parole di Don Ciotti – che vive in clandestinità e noi non possiamo respingere Dio. Noi rischiamo di aver cacciato Dio, Dio è clandestino nel nostro Paese. Ed ecco che nell’ansia di fare ordine si rischia, così facendo, di ottenere quel supremo disordine che è la negazione dei diritti. Questo non è possibile".La dichiarazione arriva da Savignano sul Panaro (Modena) dove si è svolta l’assemblea nazionale di Libera, l’associazione che l’ha riconfermato presidente. A ispirare le parole di Don Ciotti è stata l’omelia di Natale pronunciata da don Tonino Bello che diceva: "i poveri , gli ultimi sono il luogo dove Dio continua a vivere in clandestinità".A proposito del nuovo reato di clandestinità introdotto di recente dal ddl sulla sicurezza, don Ciotti ha aggiunto: "Una cosa è certa: tutto questo consegnerà un numero crescente di non cittadini immigrati in mano alla criminalità e all’illegalità. Saranno le organizzazioni criminali che si occuperanno dei loro alloggi, della loro salute, del loro lavoro, dei loro risparmi rendendo ancora più insicuro e fragile il nostro Paese". E ha sottolineato come "oggi nel nostro Paese siamo in presenza di una guerra di nuova generazione, silenziosa che non spara, che sta respingendo queste persone", e che "davanti a questa guerra, diritto e accoglienza ci devono accompagnare sempre".RIELETTO PRESIDENTE DI LIBERAL’assemblea nazionale di ‘Libera’, riunita per tre giorni a Savignano sul Panaro (Modena) e conclusa oggi, ha confermato presidente don Luigi Ciotti. Un’occasione anche per fare un bilancio dell’attività svolta dall’associazione che, fondata proprio da don Ciotti, si batte contro le mafie. Attualmente sono oltre 4300 le scuole coinvolte in percorsi di educazione alla legalita¿, 51 le Università che collaborano con Libera, oltre 2500 le iniziative di formazione, più di 50 i soggetti istituzionali, del mondo delle cooperative associazioni coinvolte nelle cooperative di Libera Terra, 600 i familiari delle vittime delle mafie in rappresentanza di un coordinamento di oltre 3.000 familiari, 41 ong di oltre 26 Paesi europei che fanno parte della rete internazionale di Libera. "Nel nostro lavoro ci deve essere anche la consapevolezza di una maggiore responsabilità rispetto gli impegni presi e nel dare risposte. Viviamo in un Paese segnato dalla paura, dalla stanchezza, dalla rassegnazione. Caratterizzato da una deriva etica, culturale e politica che ci porta a vivere in una società barricata che si sente minacciata della sola presenza dell’altro. Una società – ha continuato – che ha nostalgia del nuovo e che anziché cercarlo in avanti, lo cerca indietro difendendosi. In questo contesto i poteri criminali vanno a nozze, trovano terreno fertile per moltiplicare i loro affari". Al termine dell’assemblea, Libera ha dato appuntamento a ‘Contromafie 2009’, la seconda edizione degli Stati generali dell’antimafia che si svolgeranno dal 23 al 25 ottobre a Roma.

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