Dodici giorni per cambiare


7 DIC. 2009 – “Hopenaghen”, ovvero il porto delle speranze. Con questo gioco di parole del primo ministro danese Lars Loekke Rasmussen si è aperto a Copenaghen il vertice delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. “Siete depositari delle speranze dell’umanità” ha sottolineato Rasmussen rivolgendosi alla platea di 1200 delegati di tutto il mondo. Il male da sconfiggere è l’emergenza oggi più grande: il cambiamento climatico globale. Compito degli esperti e dei leader dei vari paesi sarà trovare un piano condiviso da tutti per contenere entro 2°C gli incrementi della temperatura terrestre. Un obiettivo che richiede che il picco globale delle emissioni e l’inizio del loro successivo decremento avvenga entro i prossimi 5-10 anni. Un aumento superiore di 3 o 4 gradi sarebbe infatti già insostenibile, in quanto portatore di desertificazione e inondazioni. Anche la Regione Emilia-Romagna, una delle più eco compatibili in Italia, è presente al summit di Copenaghen. Insieme ad altri enti locali italiani ha invitato il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo a farsi portavoce di quelle amministrazioni locali già in sintonia con gli obiettivi da fissare nella capitale danese. “Va preso atto che c’è un Italia, quella delle amministrazioni locali, che è pronta ad assumersi maggiori responsabilità sul fronte dei cambiamenti climatici ed ha già dimostrato di saper affrontare questa minaccia cruciale per tutto il pianeta in modo molto concreto”, ha sottolineato Emanuele Burgin, presidente di Agenda 21, la rete di oltre 500 enti locali istituita nell’ambito del progetto Onu di per lo Sviluppo Sostenibile. “Desideriamo far emergere che, anche se lo stato italiano non è ancora in regola con gli obiettivi di Kyoto, in realtà già moltissimi enti locali hanno preso provvedimenti per superare i parametri di quello che speriamo già a dicembre diventi il vecchio Protocollo.”, ha continuato Burgin.L’Italia non è di sicuro tra i paesi più lanciati nella lotta alla riduzione delle emissioni di Co2. Soltanto un anno fa, in occasione di un incontro tra ministri europei sugli obiettivi fissati dall’Unione in materia di clima, il ministro Prestigiacomo aveva chiesto più tempo per poter rientrare nei parametri, mentre Brunetta aveva considerato “folle” gli obiettivi dei 20-20-20 fissati dall’Unione Europea. Lo stesso Berlusconi aveva trovato per l’occasione fantasiose scuse e argomenti inesistenti per screditare il lavoro della Commissione europea. Per spiegare la realtà imprescindibile degli interventi comunitari viaEmilianet aveva intervistato l’europarlamentare Vittorio Prodi.Ma che il futuro del pianeta sia a rischio e che sia necessario fare al più presto per salvare il salvabile è chiaro anche ai bambini. E proprio una delegazione di piccoli ambasciatori provenienti da tutto il mondo, sia quello sviluppato che quello in via di sviluppo, si è riunita, sempre a Copenaghen, per il Children’s Climate Forum. Un vertice parallello organizzato dall’Unicef nella cui delegazione italiana è presente una ragazza di Bologna, Caterina Terzaghi. Tra le iniziative “didattiche” da ricordare anche le 350 scampanate che si udiranno dalle chiese aderenti alla Rete interdiocesana per i nuovi stili di vita. Inizieranno a suonare alle ore 15 di domenica 13 dicembre, per ricordare a credenti e non la catastrofe che ci aspetta se non ci mettiamo in testa di cambiare i nostri comportamenti.

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