Divieto di fontana


29 GIU 2009 – “Questa scenografia d’acqua, che ricorda quelle delle grandi città europee, non sarà recintata e la si potrà anche percorrere a piedi, in bici e, perché no, attraversare per cercare un po’ di refrigerio in estate, magari godendosi la musica diffusa dal sistema audio installato nelle nuove panchine della piazza”. E perché no? avevamo pensato anche noi qualche mese fa, all’annuncio della nuova fontana davanti al teatro Valli di Reggio Emilia. Appositamente realizzata senza barriere e con appena due centimetri di profondità proprio per spingere lo spettatore a infrangere quella invisibile barriera che ci separa dai monumenti, ad entrare dentro il monumento.Contrordine! Adesso non si può più, vietato passare, ballare, saltellare, strisciare i piedi, correre, saltare su un piede solo, piroettare, anche solo immergere il ditone del piede sinistro per sentire se è calda. Non solo, la cosa peggiore è che sulla stampa diventa persino un “divieto che piace”! E allora tutti quelli che fino a ieri si divertivano a sguazzare nei due centimetri d’acqua? Erano solo dei poveri dissociati mentali, che non immaginavano quanto piacere avrebbe fatto loro il divieto di sguazzare?Magari adesso si scopre che aveva ragione Fabio Filippi quando diceva: “Questa estate purtroppo capiterà qualche sera che qualcuno si laverà i piedi in uno sbaglio dell’amministrazione Delrio che ha speso tre milioni di euro mentre con 300 euro si chiamava un sabbiatore e si puliva la vecchia fontana che era più bella, più storica e più reggiana”.Sul sabbiatore non abbiamo un’opinione chiara però un problema rimane. Adesso chi ci risarcisce quel bel paio di havaianas gialle che ci eravamo comprati apposta per entrare nella fontana?

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