Disperso nel Po, si cerca anche nel reggiano. Accuse incrociate sulle responsabilità


DOMENICA 8 NOV 2009 – Sono ricominciate stamani e proseguono per tutto il pomeriggio le ricerche Giuseppe Agostini, il venditore trentino di 47 anni scomparso ieri pomeriggio nelle acque del Po. La tragedia è avvenuta ieri a Lido Po di Casalmaggiore, nel cremonese: Agostini aveva appena finito il suo pranzo insieme a una quindicina di colleghi venditori della società ‘Folletto’ presso il ristorante galleggiante ‘Km 415.4′, quando la comitiva ha deciso di farsi delle foto sul fiume. Hanno dunque superato la cordicella che limitava l’accesso alla zatterona collegata al ristorante e si sono accalcati su un angolo per la foto. In quel momento, la zattera ha ceduto: molti sono riusciti ad aggrapparsi al relitto, altri sono finiti in acqua e due di loro sono stati trascinati via dalla corrente. Il ristoratore stesso, Giovanni Bini, si è tuffato in acqua per salvarli, aiutato da tre squadre di Canottieri Eridania, che si stavano allenando nelle vicinanze, e poi da carabinieri e vigili del fuoco. Tutti gli avventori sono stati tratti in salvo, tranne Agostini, trascinato via dalla corrente e ancora disperso. Lo stanno cercando sommozzatori che però hanno effettuato ricerche solo in superficie a causa delle pessime condizioni meteorologiche. Domani arriveranno da Genova i sommozzatori di un gruppo speciale dei Carabinieri che scenderanno sott’acqua e affiancheranno i vigili del fuoco di Cremona e Milano ora al lavoro. Ricerche vengono effettuate anche lungo le due sponde del Po, quella del cremonese dove è accaduto l’incidente e quella opposta di Reggio Emilia nel comune di Boretto. La moglie e i due figli del disperso, giunti ieri sul posto, hanno trascorso la giornata presso la caserma dei carabinieri di Casalmaggiore in attesa di notizie.LE ACCUSE INCROCIATE – "E’ stato il titolare del ristorante sull’acqua di Casalmaggiore Giovanni Bini a invitarci ad uscire dal ristorante e a metterci sulla zattera che ha poi ceduto, perché facessimo una foto ricordo". Lo ha dichiarato Roberto Campanini, il responsabile del gruppo di venditori della Folletto che ieri pomeriggio è rimato coinvolto nel tragico incidente sul Po, dove una comitiva è finita in acqua. Questa versione dei fatti fornita da Campanini, venditore di Parma, è stata categoricamente smentita dallo stesso titolare del ristorante, Giovanni Bini. "Non è affatto vero che sono stato io a invitare la comitiva a spingersi sulla zattera per fare una foto ricordo – ha spiegato – . Anzi, io avevo invitato i 15 venditori a restare nel ristorante, viste le pessime condizioni del tempo. La verità è che senza che nessuno li spingesse a farlo hanno superato la fettuccia che vietava l’ accesso alla piattaforma. Il gruppo si è assiepato in un angolo della zattera e a quel punto la putrella che sorreggeva la struttura ha ceduto e la zattera si è piegata su un lato. Non possono attribuirmi colpe che non ho. E’ inaccettabile che si speculi su una tragedia che colpisce direttamente anche me e che mi sconvolge".

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