Disoccupazione giovani, non solo per la crisi


“In questi anni anche a Modena il mercato del lavoro si è molto complicato e radicalizzato e le imprese faticano ad assumere. Siamo di fronte a livelli di disoccupazione giovanile continuamente in aumento, che non trovano riscontro né nella storia recente di questi territori né nella vocazione delle piccole e medie imprese a formare i giovani lavoratori e imprenditori del futuro”. E’ l’analisi dell’Ufficio Studi Lapam Confartigianato su un campione rappresentativo di imprese associate monitorate semestralmente. “Il campione evidenzia come, nel 2006 (il picco di occupazione giovanile nella fascia tra i 18 e i 25 anni in provincia) più del 20% del totale degli occupati era in questa fascia, mentre nel 2013 questa componente si era ridotta di oltre 6 punti percentuali, passando al 14%”. A fronte di questo fenomeno se ne evidenzia uno di segno opposto, cioè l’aumento della quota di occupati tra i 56 e i 65 anni, che nello stesso periodo dal 5% arriva ora a sfiorare il 10%. “Non è tutta colpa della crisi economica internazionale, che riguarda anche l’Unione Europea e l’Italia; esistono evidentemente anche cause specifiche e normative italiane che hanno bloccato la circolarità generazionale e irrigidito conseguentemente il mercato del lavoro”.

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