Disegno di legge Asp, i dubbi dell’Alleanza Cooperative ER


BOLOGNA, 21 GIU. 2013 – Alleanza delle Cooperative dell’Emilia–Romagna reagisce all’approvazione, da parte della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna, di un disegno di legge di revisione delle ASP tale da metterle nelle condizioni di assumere senza limiti nè di quantità nè di tempo. "Fosse vero – afferma in una nota – confidiamo in una correzione del testo, in assenza della quale queste aziende pubbliche potranno ampliare a piacimento e per sempre il proprio organico. Il tutto disattendendo le leggi ultimamente approvate, comprese quelle che vanno a comporre la spending review, sugli Enti Locali e sulle amministrazione pubbliche che bloccano completamente gli organici e proibiscono assunzioni a questi soggetti pubblici"."L’intenzione della legislazione nazionale – prosegue il comunicato – è chiara e risponde alle urgenze e ai drammatici problemi di questo paese: di diminuire la spesa pubblica, e per questo crediamo risponda anche alle richieste dei cittadini che da tali provvedimenti si aspettano anche un calo delle tasse. In tale contesto la Regione Emilia-Romagna dà via libera, senza nessuna barriera, alle ASP, enti pubblici, ricordiamo, che fanno servizi socio-assistenziali, per assumere nuovi assistenti e nuovi operatori amministrativi. È facile capire che un simile provvedimento contribuirà ad aumentare la spesa pubblica, anziché diminuirla, come nelle intenzioni di tutti. I nostri amministratori regionali così facendo si espongono certamente alla nostra incomprensione e a quella dei cittadini di questa regione, ma anche ad eventuali e prevedibili azioni di governo contro norme regionali che contraddicono palesemente quelle del Parlamento.Questa decisione della Regione è in controtendenza rispetto anche a scelte di rigore del recente passato. Mentre ci si trova, per contro, alle prese per la prima volta nella storia delle Regioni, a dovere tagliare servizi sanitari e, soprattutto posti letto in ospedale, a causa della diminuzione di risorse del Bilancio Sanitario Regionale. Per questo, né noi né, pensiamo, nessun altro capirà come mai si taglia la sanità perché non ci sono soldi e poi si aumenta la spesa in settori dove la molteplicità delle soluzioni e dei soggetti non profit presenti offrono senz’altro numerose possibilità di evitarlo. Si tratta di una realtà, quella delle ASP, che secondo l’indagine svolta dalla stessa Regione, già nel 2010 perdeva 5 milioni di euro ogni anno. A cui si andranno ad aggiungere anche i denari necessari a sostenere tutte le nuove assunzioni.A ripianare i debiti contratti dalle ASP sono già oggi chiamati i Comuni e lo saranno ancor di più domani. Il risultato è prevedibile: le già sofferenti casse dei Comuni verranno così a mancare delle risorse necessarie ad assicurare i servizi, costringendo i sindaci a restringere le garanzie a favore dei cittadini. Perché più aumentano i costi dei servizi, a parità di risorse, meno servizi è possibile erogare. E anche le nuove figure di governo della ASP introdotte dal ddl destano molte perplessità sotto questo profilo.L’amministratore unico che sarà introdotto per gestire le ASP a cui si destina una serie così ampia di deleghe, competenze e responsabilità senza, però, cancellare la figura del direttore, non rappresenta un risparmio rispetto al costo degli attuali CdA e introduce invece anche nell’ambito dei servizi alla persona del nostro sistema socio-sanitario un sistema centralistico e monocratico della Sanità di questa regione che allontana lo spirito della partecipazione e della governance da parte degli enti locali al quale ci si è sempre ispirati. I servizi sociali di questa regione invece, indipendentemente dall’essere gestiti dal privato sociale o dal pubblico, hanno sempre visto protagoniste le comunità locali, che in questi decenni hanno determinato le scelte sui servizi costruendoli dal basso, con i soggetti del territorio. Su questi argomenti – conclude l’Alleanza delle Cooperative dell’Emilia–Romagna – ci aspettiamo segnali di ascolto e coerenza in assenza dei quali non resteremo inerti".

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