Dirigibili on air


Una notizia di agenzia, che riprende una velina di palazzo, dice che si è conclusa l’operazione di parziale privatizzazione della società aeroporto di Reggio Emilia, con l’ingresso in società di Refly. La velina non dice nulla o quasi sui dettagli della operazione, non spiega quali e quante quote siano state vendute a Refly, con quali accordi parasociali, con quali tempi, impegni, obblighi, eccetera. Non dice neppure chi è Refly, ma spiega, leggiamo testualmente, che “Il progetto presentato dalla Refly di Reggio prevede il mantenimento delle attività attualmente in essere (volo diportistico, scuola di volo, paracadutismo, attività tecnico-manutentive e realizzazione sperimentale di dirigibili), implementate con nuove attività”.E’ molto interessante scoprire che tra le attività in essere c’è, all’aeroporto di Reggio Emilia, la realizzazione sperimentale di dirigibili, e che la Refly si impegna a proseguire questo innovativo business.In effetti da qualche giorno si vede volare sui cieli di Reggio un dirigibile, con su scritto “Alessandri sindaco”. E’ un po’ artigianale e grezzo, agganciato a terra con un filo e tenuto assieme da molta colla e scotch, ma fa la sua bella figura. Pensavamo lo avesse costruito in cantina il candidato leghista nel tempo libero, ma potrebbe trattarsi del primo prototipo (sperimentale, per carità!) di dirigibile prodotto dalla società aeroporto di Reggio Emilia. Se così fosse saremmo davvero molto più tranquilli sul futuro economico del nostro scalo aereo. Dopo anni e anni di soldi buttati al vento e di bilanci in pesante deficit, con l’arrivo dei dirigibili tutto si metterà a posto. Volarci sopra ancora è sconsigliato, ma con tutte le elezioni e i candidati che ci troviamo, c’è da farci i soldi. P.S. A Refly consigliamo, dopo il dirigibile Alessandri, di progettare anche il dirigibile Motti. E’ uno che non bada a spese e magari ne compra uno stock!

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