Direttori R&S, richieste in aumento in E-R


Da una ricerca di Elan International, società di executive search, emerge che nel 2014 sono aumentate del 25 per cento (rispetto al 2013) le richieste di direttori ricerca & sviluppo in Emilia-Romagna. “Difficilmente può affermarsi un direttore ricerca e sviluppo che non sia stato anche ricercatore nel campo specifico”, spiega Giuseppe Cristoferi, managing partner di Elan International. “Mentre può diventare direttore vendite un uomo di marketing, o anche di altre discipline meno connesse, un direttore ricerca e sviluppo che sia solo manager, che non abbia cioè sperimentato “in vivo” la vita del ricercatore è un figura molto rara. Bisogna capire a fondo la tipologia del ricercatore per poterlo guidare, capire se ci si trova più di fronte al ricercatore con fantasia creativa (con lo “spunto” come si dice in alcuni ambiti), e come incanalare questa fantasia , oppure se ci si trova di fronte al ricercatore di metodo, il “diesel” che porta comunque un risultato, magari più prevedibili e programmabile. Bisogna capire se le competenze dei propri uomini sono più rivolte all’innovazione di prodotto piuttosto che a quelle di processo all’efficacia piuttosto che all’efficienza. Poi, è chiaro, il Direttore R&S, in quanto manager, deve saper pianificare e allinearsi alle strategie aziendali, gestire le risorse finanziarie oltre che quelle umane, sapere quando affidarsi agli schemi organizzativi tradizionali e quando al Project Management. Queste figure preziose in questo istante per l’industria italiana, vengono ricercate con più assiduità . Lo studio di Elan, rivolto ad un campione anche significativo ma certamente non esaustivo di tutte le possibilità offerte, indica chiaramente questa direzione”, aggiunge il managing partner.

La ricerca di Elan International evidenzia inoltre che nel 2014 sono aumentate di circa il 18 per cento (rispetto allo stesso periodo del 2013) le ricerche di cfo (direttori amministrazione, finanza e controllo). “Il cfo è un ruolo che si è evoluto nel tempo: si è passati da una figura reattiva alle esigenze di chiusura del bilancio a leader in grado di influenzare il management di un’azienda, di implementare sistemi informativi e di ottimizzare i processi della funzione. Assume un ruolo sempre più strategico in azienda”, osserva Giuseppe Cristoferi. “Alle più tradizionali responsabilità amministrative e contabili si aggiungono ulteriori attività in collaborazione con le diverse aree funzionali dell’organizzazione che implicano, quindi, altre competenze tecniche, oltre a quelle relazionali e di visione di ampia portata, indispensabili per ricoprire il ruolo. Nei momenti di volatilità economica, la vicinanza al business da parte dei professionisti del finance assume una crescente importanza in quanto, a volte, le decisioni devono essere prese con rapidità e con il più ridotto tasso di rischio per l’impresa. Ecco che la consolidata esperienza sul campo e nel settore in cui opera l’azienda, la profonda conoscenza delle dinamiche commerciali, oltre alle elevate competenze tecnico-analitiche e alle skills interpersonali, diventano cruciali”, conclude Cristoferi.

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