Diplodocus tanti auguri


BOLOGNA, 3 GIU. 2009 – Il Dinosauro (Diplodocus, nome scientifico) compie 100 anni e Bologna lo festeggia come merita: un convegno internazionale a settembre che porterà in città i maggiori studiosi della materia ad una mostra che per la prima volta riunirà in un’ unica sede i più importanti fossili di vertebrati rinvenuti in Italia. Si parla del dinosauro custodito nella sala principale del Museo Geologico Giovanni Capellini di Via Zamboni. Si tratta di una copia fedele del dinosauro (26 metri per quattro) , l’originale fu scoperto in un giacimento del Wyoming durante i lavori di costruzione della ferrovia. Dopo il ritrovamento un industriale americano, nei primi del Novecento, ne fece fare da un artigiano italiano, dieci copie in gesso che furono donate ad altrettante capitali fra cui per prima Londra, nel 1905, poi Parigi, Mosca, Madrid, Vienna, La Plata, Berlino, Città del Messico. In Italia il diplodocus arrivò nel 1909 e la scelta dove collocarlo cadde non a caso su Bologna, non solo per la sua tradizione scentifica che andava da Aldrovandi a Marsili e per la ricchezza delle sue collezioni, ma per il lavoro scientifico compiuto nei decenni precedenti. Giovanni Capellini il quale fu professore a Bologna e poi rettore e  nel 1889 fu l’organizzatore del secondo congresso internazionale di geologia. A lui il merito in quegli anni di confermare il ruolo di Bologna come capitale della geologia italiana. Oggi per festeggiare il centenario – ha raccontato l’attuale direttore del museo professor Gian Battista Vai – il dinosauro é stato smontato e rimontato secondo le più recenti acquisizioni scientifiche con un riallestimento delle sale. Sarà il protagonista della mostra che insieme alle copie di altri vertebrati scomparsi fra 140 e 65 milioni di anni fa, saranno riuniti a Bologna grazie alla collaborazione dei principali musei di storia naturale di Milano, Trieste e Napoli. In tutto una settantina di pezzi per una mostra, frutto della collaborazione fra università e comune di Bologna, aperta, non solo ai cultori della materia, fino all’ 11 gennaio 2010.

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