Dipendenti Banca Monte contro Intesa San Paolo


Sono iniziate oggi le manifestazioni di protesta dei lavoratori di Banca Monte a Parma contro la dirigenza del gruppo Intesa San Paolo. Prima tappa un presidio previsto di fronte a Palazzo Soragna. Le iniziative, annunciate nei giorni scorsi da Cgil, Cisl e Uil, proseguiranno con 2 giornate di sciopero il 18 aprile e il 2 maggio. La mobilitazione dei dipendenti parmigiani è partita a fronte del nuovo piano di riorganizzazione del gruppo Isp che, oltre ad aggiungersi alla ristrutturazione degli anni scorsi, che ha portato alla riduzione di 100 posti di lavoro (600 dipendenti nel 2011, 500 nel 2014), prevederebbe una riduzione dei diritti contrattuali o in alternativa altri 50 esuberi. I dipendenti sono inoltre infuriati per la disdetta degli accordi presi due anni fa che garantivano l’equiparazione del trattamento dei dipendenti di Banca Monte con i colleghi assunti da Intesa San Paolo. “Ora che abbiamo realizzato risparmi e riduzioni del 30%, l’azienda straccia gli accordi e viene meno agli impegni già firmati”. Oggi, ribadiscono i sindacati, “Banca Monte non è un’azienda in crisi. IntesaSanpaolo pensa di tagliare servizi, retribuzioni e lavoro per il credito a Parma, Reggio e Piacenza, solo per ridurre i costi a scapito dei territori”. Le tre sigle concludono affermando che “Intesa San Paolo vuole fare di Parma una enclave con meno diritti” e ribadendo pertanto la volontà “di respingere le assurde posizioni nei confronti della banca locale e dei territori”.

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