“Difendere un contratto di tutti, votato da tutti”


BOLOGNA, 8 OTT. 2010 – Quattro ore di sciopero e a centinaia sotto il portone degli industriali bolognesi. Si è svolta così la protesta dei metalmeccanici nella città capoluogo. Una mobilitazione per dire no alle deroghe e ai diritti introdotti con l’accordo separato di Fim e Uilm. E nonostante non tutte le aziende fossero state coinvolte dalla protesta, il raduno di operai era bello folto. Tanto da attirare l’attenzione degli studenti in corteo contro i tagli della Gelmini. A non far mescolare tra loro le due proteste ci ha pensato un cordone della polizia. Sempre di diritti costituzionali in pericolo comunque si trattava. Da una parte l’istruzione, meno garantita per tutti, dall’altra il lavoro, minacciato dalla volontà da parte del governo e di una parte delle imprese di svilire conquiste ottenute in decenni di lotte."I lavoratori stanno con noi perché la Fiom vuole difendere i loro diritti e vuole un contratto di tutti, non ne vuole uno separato", ha spiegato il segretario generale dei metalmeccanici Cgil bolognesi, Bruno Papignani. Che ha sottolineato i buoni risultati ottenuti dal sindacato nei rinnovi delle Rsu. Il contratto da difendere è quello del 2008. A Bologna, ha detto Papignani, quattro grandi aziende sono pronte a firmare accordi che ripristinano tale accordo. La domanda che i lavoratori hanno rivolto al presidente degli industriali Marchesini è se davvero il problema delle aziende della provincia di Bologna riguarda l’applicare o meno il contratto 2008."Marchesini – ha commentato ai microfoni di Rai3 Papigani – ha fatto uno sforzo, ma ha parlato di assenteismo, cosa che da noi oggi non è un problema. Ha parlato di competitività, argomento che richiede una distinzione più ampia. Ma non ha risposto rispetto agli accordi separati e al salario dei lavoratori che in questi anni è stato ridotto di molto."I NUMERI DELLA CRISI Secondo le ultime rilevazioni della Cgil, a Bologna le aziende che utilizzano ammortizzatori sociali (cassa intergrazione ordinaria e straordinaria e contratto di solidarieta’) sono 413, la metà rispetto al mese di giugno. 16.881 il numero dei lavoratori coinvolti. Altre 94 imprese per circa 2000 dipendenti hanno firmato accordi di mobilità. Le richieste di mobilità riguardano 600 lavoratori impiegati in 20 aziende e quelle di cassa integrazione speciale coinvolgono 8.840 dipendenti.

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