DICO ALL’EMILIANA / 1 Caffarra alla Regione: Dio vi punirà


BOLOGNA, 1 DIC 2009 – Il cardinal Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, non ha proprio digerito la norma, introdotta dalla Regione Emilia-Romagna con la legge di bilancio, che equipara i conviventi alle famiglie fondate sul matrimonio per l’accesso ai servizi pubblici e al welfare regionale. Una norma pensata contro le discriminazioni, per estendere i servizi essenziali a tutte le coppie e ai loro figli, a prescindere dal loro status amministrativo.Per Caffarra la legge avrebbe invece "effetti devastanti sul nostro tessuto sociale" e sarebbe "un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza". E in un appello al presidente della Regione Vasco Errani chiede di eliminare la norma. Caffarra sostiene di parlare come "cittadino, cristiano e vescovo", rivolgendosi alla "vostra coscienza di responsabili del bene comune. Chi non riconosce la soggettività incomparabile del matrimonio della famiglia – ha detto – ha già insidiato il patto di cittadinanza nelle sue clausole fondamentali. E’ ciò che fareste, se quel comma fosse approvato: un attentato alle clausole fondamentali del patto di cittadinanza". Caffarra ha aggiunto che "parlare di discriminazione in caso di non approvazione" come ha fatto Errani "non ha senso. Con l’approvazione di questo comma dareste un contributo alla credenza falsa e socialmente distruttiva che il matrimonio sia una mera convenzione sociale".Caffarra conclude con la minaccia di ricorrere alla disobbedienza: "vi possono essere leggi gravemente ingiuste che non meritano di essere rispettate. Dio – ha concluso l’appello, rivolto anche ad assessori e consiglieri – vi giudicherà, anche chi non crede alla sua esistenza, se date a a Cesare ciò che è di Dio stesso".

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