Di Vaio-gol, il Bologna è corsaro a Livorno


LIVORNO, 14 FEB 2010 – Il Bologna batte in trasferta 1 a 0 il Livorno, prolunga il suo periodo d’oro e guadagna tre punti pesantissimi in chiave salvezza. Un momento magico cominciato con la vittoria a Firenze, cui sono seguiti il pareggio con l’Atalanta, la vittoria con il Bari, i pareggi contro Chievo e Milan e ora la vittoria a Livorno: 6 partite senza sconfitte, 12 punti incassati, 6 squadre dietro di sé e un distacco dalla terz’ultima (proprio il Livorno battuto quest’oggi) che si dilata a 5 punti. Se gli uomini di Colomba rimarranno con i piedi per terra la salvezza, che a un certo punto della stagione sembrava difficilissima, potrebbe arrivare anche prima del previsto.ANCORA MALE IL PARMA – Continua invece il momento no del Parma, che dopo il buon punto conquistato contro l’Inter mercoledì perde male in casa contro una Lazio cui la cura Delio Rossi comincia a dare qualche effetto. Ora i Ducali hanno soltanto 2 punti di vantaggio sui cugini felsinei e 7 sulla terz’ultima: ritrovare punti, morale e vittoria è indispensabile per non essere risucchiati nella zona calda.LA PARTITA DI LIVORNO – I rossoblù ringraziano il proprio capitano che al 21′ capitalizza la scorribanda di Cesarini (subentrato a Modesto) sulla sinistra e approfitta di una serie di errori della difesa amaranto per servire un pallone a centro area che Di Vaio ha solo il compito di spingere in porta. Vantaggio felsineo e amaranto che non sanno reagire. Così è ancora il Bologna a spaventare Rubinho al 31′ con un rasoiata di Buscé che si stampa sulla base del palo. Il Livorno non trova le energie nervose per reagire e non è neppure lontano parente della squadra tosta vista contro Milan e Juventus, Danilevicius e Bellucci non pungono a dovere e anche l’innesto di Di Gennaro a inizio ripresa, al posto di un deludente Raimondi, non cambia il canovaccio della partita. Il Bologna, dal canto suo, bada quasi esclusivamente a difendersi con ordine. Anche perché perde Di Vaio per un problema muscolare al 35′ e quindi perde anche quasi tutto il suo potenziale offensivo. Nella ripresa l’innesto di Vitale al posto di Pieri regala un po’ di brillantezza in più, ma il Livorno gioca senza idee e con poca lucidità e anche nell’assedio finale, quando i centimetri di Perticone e Rivas vanno a incrementare un attacco fino ad allora inconcludente, non riesce mai a impensierire il portiere ospite. Cosmi si fa espellere per una protesta plateale nei confronti del guardalinee e sembra l’unico a giocare la partita con i nervi, mentre i suoi continuano a proporre in modo monocorde soluzioni che il Bologna gestisce senza affanni. Pesano eccome le assenze di Lucarelli e Tavano in una squadra che senza di loro fatica davvero a rendersi pericolosa e che oggi ha riproposto quanto sia anemico il suo reparto offensivo. Se l’assenza di Di Vaio non sarà troppo lunga, la squadra di Colomba può guardare al futuro con serenità. Per il Livorno si chiude nel peggiore dei modi la giornata del compleanno numero 95: la sconfitta inchioda gli amaranto al terzultimo posto.IL PARMA SI SCHIANTA CONTRO LA LAZIO DI REJA – Non poteva iniziare meglio la nuova Lazio di Edy Reja. Il ritorno in Italia del tecnico, dopo l’ esilio di Spalato, sembra avere già trasformato la squadra biancoceleste, capace di schiacciare, con merito, il Parma al Tardini. Gli emiliani, stanchi per la sfida di mercoledì con l’ Inter, sbagliano una clamorosa palla gol con Biabiany, poi più nulla, anche per colpa dell’espulsione di Jimenez che li obbliga a giocare gli ultimi, decisivi, minuti dell’incontro in inferiorità numerica. La Lazio, al di là delle difficoltà dell’avversario, sembra però essere decisamente rinata. Forse un po’ contratta nel primo tempo, quando ha pensato alla fase difensiva, la squadra di Reja nella ripresa si è sciolta e grazie ad un Ledesma ancora al 50% ma già padrone del centrocampo, ha prima sbloccato il risultato con Stendardo e poi, nel finale, ha chiuso l’incontro con Zarate, partito questa volta dalla panchina. Guizzi vincenti dei singoli, ma anche prodotto di un collettivo che con il modulo 3-5-2 ha ritrovato identità, solidità e gioco. La crisi ovviamente non si può dire ancora completamente superata, ma in casa Lazio si può cominciare a sorridere. Il rischio di vivere un’altra domenica di paura è durato poi solo 22 minuti, quando, dopo una magia di Antonelli (il migliore del Parma), Biabiany ha messo clamorosamente a lato dal limite dell’area piccola. Nella Lazio a quel punto è scattato qualcosa e la sfida è stata poi tutta in discesa. Al 27′ ci prova Brocchi dal limite, ma la palla è a lato; sei minuti più tardi potrebbe essere invece Floccari ad andare in rete ma l’ex genoano, dopo avere seminato tre avversari, trova pronto Mirante in tuffo. Ad inizio ripresa Guidolin prova a correre ai ripari inserendo Paloschi al posto di un evanescente Bojinov. La partita del campioncino di scuola rossonera dura però solo otto minuti: durante uno scatto si ferma per un dolore alla gamba sinistra, quella già reduce da un infortunio che gli ha causato un lungo stop, e cade a terra in lacrime. Al suo posto entra Lanzafame ma solo Biabiany, al 10′, prova ad impensierire Muslera senza però riuscirci. Due minuti più tardi la Lazio torna pericolosa. Stendardo impegna Mirante, la ribattuta trova pronto Floccari, Paci respinge con il corpo ma la palla aveva già superato la linea di porta. L’arbitro De Marco, tradito dall’assistente Viazzi, lascia correre. Al 23′ il gol da virtuale diventa reale. Su calcio d’angolo, Kolarov serve al limite dell’area piccola Stendardo che di testa anticipa Mirante, uscito malamente. Il Parma, che dovrebbe reagire, si innervosisce e al 27′ resta in dieci uomini per l’espulsione di Jimenez. Il fantasista cileno risponde a male parole ad una decisione dell’arbitro De Marco e finisce dritto nello spogliatoio. La Lazio ora non ha più resistenze negli avversari. Al 41′ Kolarov, in contropiede, non supera Mirante solo per la bravura del portiere parmigiano. Due minuti più tardi Zarate invece non sbaglia su cross di Floccari. E’ il 2-0 finale che rilancia la Lazio e condanna il Parma capace di conquistare, negli ultimi otto incontri, solo due punti.

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