Di Vaio gol al 93°, il Bologna continua a vincere


BOLOGNA, 8 DIC 2010 – Il cuore di un Bologna disastrato, penalizzato, a rischio fallimento, coi giocatori senza stipendio, di fatto senza un proprietario, sconvolto dalle voci sulla cessione, è Marco Di Vaio. Nel recupero della quattordicesima giornata contro il Chievo il capitano si è caricato sulle spalle non solo la squadra, ma anche, almeno per novanta minuti, debiti, fideiussioni, irregolarità finanziarie e malumori. Ha fatto segnare, ha segnato, ha incitato la curva e ha regalato al Bologna tre punti. Al netto di eventuali, ma quasi scontate, ulteriori penalizzazioni spingono la zona retrocessione a sette punti di distanza dagli attuali 19. Il Chievo, al termine di una partita giocata con pochi guizzi e tanto ordine, ha pagato alla fine la minor fame di punti. Ma anche le conseguenze dell’errore di Sorrentino che, nel primo tempo, ha permesso a Britos di sbloccare una partita fin lì vivace, ma con poche occasioni. Il portiere del Chievo, infatti, si è lasciato sfuggire dalle mani la punizione dalla trequarti sinistra di Di Vaio che ha permesso a Britos di correggere in porta il momentaneo vantaggio. La risposta della squadra di Pioli è arrivata in avvio di ripresa su un calcio d’angolo che ha trovato un po’ disattenta la difesa del Bologna: è stato però bravo Cesar (autore peraltro, in coppia con Andreolli, di una partita quasi impeccabile in difesa) a girare in porta di testa un pallone come sanno farlo i grandi specialisti del gioco aereo. A quel punto la partita si è assopita: il Chievo ha aumentato un po’ la pressione, ma pensando soprattutto a non scoprirsi più di tanto. Il colpaccio l’ha però sfiorato al 27′, quando Granoche si è trovato sui piedi, un po’ a sorpresa, una palla a sette metri dalla porta: davanti agli occhi attenti di Cesare Prandelli, il riflesso di Viviano è valso almeno come un gol. E’ stato forse a quel punto che il Bologna ha capito che la vittoria poteva valere molto più di tre punti: poteva dare serenità ad un ambiente sotto choc, a una piazza imbestialita contro Porcedda e soprattutto contro i Menarini, che hanno gioito in tribuna scortati dalla polizia. E così, nei minuti finali, il Bologna si è scatenato: prima si è visto annullare un gol per un dubbio fuorigioco a Casarini, imbeccato tanto per cambiare da Di Vaio. Poi il capitano ha vissuto, nei minuti di recupero, la sua trance agonistica: si è guadagnato un calcio d’angolo costringendo Marcolini a ribattere sulla linea di porta. Sugli sviluppi del corner ha invitato Moras al triangolo: la palla gli è tornata sui piedi per il tocco preciso che ha fatto sorridere Bologna e che ha regalato al calcio rossoblù un paio d’ore di felicità in mezzo a tante amarezze. E ha rimandato a casa il Chievo a mani vuote, con una sconfitta che forse lo penalizza più del dovuto.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet