Deserto Giglio, ai creditori lo stadio della Reggiana


REGGIO EMILIA, 19 DIC. 2009 – Da quasi cinque anni, dopo il fallimento della vecchia Reggiana, lo stadio Giglio è nelle mani di un curatore fallimentare. L’impianto costruito nel 1994 con l’intervento di privati, gioiello sportivo della città, dopo i tracolli societari sta lentamente deperendo, anche se continua a essere utilizzato per i campionati della squadra cittadina.Serve una soluzione. All’operazione stanno lavorando l’assessore allo sport del Comune di Reggio, Mauro Del Bue e il presidente del Ccfs, Ilio Patacini. Il curatore sta per indire una prima asta, al valore di 6 milioni di euro. E’ probabile che andrà deserta. Alla seconda, con riduzione della base d’asta del 20%, entrerebbero in campo i creditori, alcune banche e le aziende cooperative Unieco e Orion. Complessivamente devono avere 4,9 milioni di euro. A quel punto sarebbe possibile una sorta di concambio, l’acquisto dello stadio col valore dei crediti.A una condizione irrinunciabile, però: che nel frattempo si faccia avanti una società di gestione dell’impianto. Ha manifestato interesse la società Newcom, che sta per entrare anche nella gestione della Reggiana. I possibili nuovi proprietari non intendono accollarsi anche l’onere della gestione, perché sanno già ora di dover provvedere a spese aggiuntive di manutenzione straordinaria, per oltre un milione di euro.Recentemente, in un’intervista concessa all’Unità, Franco Dal Cin (l’amministratore delegato della Reggiana negli anni del Giglio), ha così risposto al giornalista che gli ricordava di essere stato il promotore dell’unico stadio privato italiano: "Un anno fa sono stato in Mordovia, una regione della Russia, con l’architetto Aldo Pavoni, uno dei progettisti dell’impianto di Reggio Emilia, a presentare un piano analogo nel capoluogo Saransk, che ha 300mila abitanti. Sono intervenuti federazione e Coni, erano convinti fosse il primo al mondo, nessuno evidentemente si ricorda del Giglio. L’ex presidente del consiglio Romano Prodi è reggiano, eppure non ne ha mai parlato in giro per il mondo"

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