Deposito Gas di Rivara. C’è l’ok alle perforazioni, ma la Regione ribadisce il suo no


BOLOGNA, 29 NOV. 2011 – La Regione Emilia-Romagna non arretra e ribadisce per l’ennesima volta il proprio ‘no’ al mega deposito di gas sotterraneo progettato a Rivara di San Felice sul Panaro dalla Erg Rivara Storage. E quindi ‘no’ anche alle perforazioni necessarie agli accertamenti preliminari che hanno avuto il via libera ambientale dalla commissione tecnica di Via del Ministero dell’Ambiente il 25 novembre, quando è stato precisato il parere malinteso da molti nel giugno scorso."Ribadiamo ancora una volta – precisa l’assessore Gian Carlo Muzzarelli – la contrarietà della Regione in merito alla compatibilità ambientale dello stoccaggio di gas naturale in località Rivara, nel modenese. Quindi siamo indisponibili a rilasciare l’intesa, dovuta per legge, alla realizzazione del programma lavori proposto per la fase di accertamento". Muzzarelli lo ha scritto anche al Ministero dello Sviluppo economico, oltre che a quello dell’Ambiente, perché spetta al primo, d’intesa con la Regione, il via libera definitivo a lavori che dovrebbero "utilizzare la carica esplosiva a pozzetto" e, tra l’altro, essere compiuti "da settembre a dicembre per evitare danni alle coltivazioni", usando poi tutti gli accorgimenti utili a evitare impatti sulle falde acquifere."La Regione – ha aggiunto Muzzarelli – è pervenuta alla ferma convinzione che gli oggettivi elementi di pericolosità presenti nell’area di Rivara non siano compatibili con il rischio insito nelle operazioni di immissione ed estrazione del gas, rischio difficilmente quantificabile anche a seguito di ulteriori studi e pertanto non valutabile con il margine di certezza necessario in applicazione del principio di precauzione sancito dal Diritto Comunitario".Convinzione ‘ampiamente’ argomentata nella delibera dell’8 febbraio 2011 – ricorda l’assessore – con cui la Giunta regionale reiterò il proprio parere negativo sulla compatibilità ambientale del progetto. Tra gli elementi di pericolosità e vulnerabilità locale che hanno condotto alla formulazione del parere negativo regionale, nella lettera ai Ministeri si ricordano tutti i problemi sismici della struttura geologica di Rivara, con frequenti manifestazioni che, sebbene a profondità maggiori del progettato serbatoio, possono provocare la riattivazione di faglie superficiali, senza contare il deficit di protezione perché fino al 2005 la zona non era classificata sismica e quindi la maggior parte degli edifici non tengono conto della normativa antisismica.

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