Denominazione di origine protetta per lo squacquerone


BRUXELLES, 25 LUG. 2012 – Arriva in regione una nuova denominazione di origine protetta. La Commissione europea ha dato oggi il via libera al riconoscimento del formaggio ‘squacquerone di Romagna’. Il formaggio a pasta molle, ottenuto esclusivamente da latte vaccino intero e con una pasta di colore bianco, madreperlaceo, senza crosta né buccia, include nella sua zona di produzione le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna e parte del territorio della provincia di Ferrara. Le razze bovine interessate dalla produzione di questo formaggio dell’Emilia Romagna sono la frisona italiana, bruna alpina e romagnola. Con questa ulteriore Denominazione di origine protetta, la trentacinquesima, l’Emilia-Romagna "conferma la capacità di dedicarsi a produzioni di qualità e di contribuire al consolidamento del valore della tipicità". Lo afferma l’assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna, Tiberio Rabboni, secondo cui "l’attribuzione della Dop contribuirà a riportare ai caseifici che lo producono col metodo e nel territorio indicati nel disciplinare il valore di un prodotto così immediatamente riconducibile alla Romagna". Lo squacquerone diventa così il quinto formaggio prodotto Dop in Emilia-Romagna, dopo Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Provolone di Valpadana e Formaggio di Fossa. Un riconoscimento, commenta la Coldiretti, che "rafforza il forte legame di questo formaggio con la terra di Romagna". Per festeggiare il riconoscimento, atteso da oltre dieci anni, venerdì sera a Cesenatico, nell’ambito della rassegna "Emilia-Romagna è Un Mare di Sapori", è previsto lo squacquerone night. Immancabile compagna la piadina artigianale.

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