Denaro della mafia allo sportello bancario


© TelereggioREGGIO EMILIA, 28 OTT. 2011 – Movimenti sospetti di denaro contante, trasferimenti di grosse somme da parte di clienti poco affidabili. Sono operazioni bancarie che fanno scattare l’informativa degli istituti di credito alla Banca d’Italia e al Ministero delle Finanze come possibili infiltrazioni mafiose nel tessuto economico. Nella sola provincia di Reggio sono state ben 446 le segnalazioni a Bankitalia nell’anno 2010. E nel primo semestre del 2011 sono già 309, il che fa prevedere un incremento notevole entro la fine dell’anno.Ci sono anche quattro operazioni di sospetto riciclaggio da parte di utenti bancari che hanno utilizzato lo scudo fiscale del 2009 varato dal governo Berlusconi. Quello scudo, che ha consentito a facoltose persone di regolarizzare somme portate illecitamente all’estero, ha anche fatto scattare l’allarme anti-riciclaggio in quattro sportelli bancari della provincia, dove si è tentato di traghettare capitali equivoci nel circuito legale del denaro.La provincia di Reggio Emilia è addirittura fra le prime 15 in Italia per numero assoluto di segnalazioni antimafia, assieme a Bologna, Modena e Rimini. Dati commentati con preoccupazione in un convegno regionale del sindacato bancari Fiba-Cisl, che chiede misure preventive, come la tracciabilità obbligatoria dei pagamenti a partire da 500 euro. "E’ ormai evidente – dice la Fiba-Cisl – che le mafie vanno a riciclare i loro proventi illeciti proprio dove l’economia è più sviluppata". L’Emilia Romagna è la terza regione italiana per numero di bonifici verso paesi che hanno una fiscalità privilegiata, i cosiddetti paradisi fiscali.

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