Demografia. Siamo in di più, e più stranieri


25 MAG. 2011 – Gli emiliano romagnoli sono sempre di più (4.432.439) con un incremento nel 2010 di 36.833 persone (+ 0,84%). A far crescere la popolazione, come da più di quindici anni accade, sono i non italiani. E’ questa l’ultima fotografia demografica scattata dall’ufficio Statistica della Regione, che registra, tuttavia, una leggera flessione nell’aumento del numero di stranieri residenti (nel 2009 erano cresciuti del 15,2%, 9,5% nel 2010, 8,2% nel 2011).Tra le province dove si registra la crescita maggiore di popolazione straniera c’è Modena (+ 6.750 persone), preceduta da Bologna (+ 8.032). In termini percentuali, sotto la Ghirlandina gli stranieri sono cresciuti del 12,8%, una percentuale superiore alla media regionale (11,3%).I dati demografici, aggiornati al primo gennaio 2011 e pubblicati oggi nello stesso giorno in cui l’Istat rende noto l’aggiornamento nazionale, mostrano che l’aumento della popolazione non riguarda tutte le fasce d’età. Quella che va dai 15 ai 39 anni, infatti, è diminuita nell’ultimo decennio di circa 60.000 residenti, mentre tutte le altre sono in aumento. Nell’ultimo anno gli anziani in Emilia-Romagna sono aumentati di 1.153 unità (+0,12%), arrivando a stabilizzarsi al 22,3% della popolazione: gli ‘over 80’ aumentano di più (+2,8%) e sono il 7,1% dell’intera popolazione (7% nel 2010); due su tre sono donne, più longeve. I bambini sono cresciuti di 10.497 unità (+1,8%).Non aumenta lo spopolamento della montagna, soprattutto sull’Appennino modenese, dove il numero dei residenti registra un +6,4%. Di meglio, come crescita, riesce a fare l’Appennino bolognese (+8,1%).Nonostante ‘l’iniezione’ di emiliano romagnoli stranieri, dalla rilevazione emerge che l’immigrazione non è riuscita a colmare completamente il ‘gap’ tra le generazioni di lavoratori anziani che escono dal mercato e quelle di giovani che vi entrano. In regione, infatti, la fascia di età di popolazione in età lavorativa che va dai 40 ai 64 anni è numericamente superiore alla fascia di età di lavoratori compresa tra i 15 e 39 anni. L’indice (chiamato di struttura della popolazione attiva) è passato dal 101,6 del 2001 al 125,5 del 2011, dove 100 è il punto di equilibrio, ovvero di parità, tra le due fasce.

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