Delrio: “Roma senza vincoli, scandaloso”


REGGIO EMILIA, 15 GEN. 2009 – Un “inaccettabile e vergognoso privilegio”. Considera così il sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio il permesso, concesso alla sola città di Roma, di violare i vincoli del patto di stabilità interna. Una deroga inserita nel decreto anti-crisi votato ieri, blindato dalla fiducia, alla Camera. “Una atto che – ha spiegato in una nota Delrio – offende e lede tutti gli altri Comuni e i loro cittadini, costretti a sottostare alle imposizioni del Patto, di per sé inique e vessatorie”. “Tutti i sindaci italiani – si legge nel comunicato – avevano chiesto che gli investimenti degli enti locali, determinanti per il sostegno dell’economia, fossero messi fuori dal Patto per aiutare territori e imprese in questo momento di crisi. Il Governo, però, prima ha bocciato questa proposta sensata e condivisa, e ora vuole concederla in via esclusiva a Roma.” Un’idea buona, dunque, ma che, secondo Delrio, dovrebbe valere per tutti e “non solo per comuni amici”. Delrio ha annunciato anche provvedimenti nel caso l’emendamento venisse approvato in via definitiva: “con l’Avvocatura comunale stiamo verificando la possibilità di sottoporre al giudice competente la legittimità dell’emendamento al decreto che libera Roma dal Patto -a concluso nel suo comunicato – la decisione al vaglio del Parlamento suona come un provvedimento ‘ad Municipium’. Quale cultura di meritocrazia ed efficienza vuole trasmettere questo Governo, se prima penalizza i Comuni più virtuosi a favore dei meno virtuosi, ed ora, dopo aver premiato il disastro economico-finanziario dell’amministrazioni di Catania, concede l’esenzione solo al comune capitolino.” FACCIAMO ALLA ROMANA Intanto oggi in Parlamento è passato, grazie all’astensione dei deputati della Lega, un ordine del giorno del Pd che impegna il governo a prevedere la deroga al patto di stabilità concessa a Roma anche per gli altri enti locali. Un ordine del giorno sul quale il governo aveva espresso parere contrario. SFORARE O NON SFORARE? Mentre il ministro e leader della Lega Nord Umberto Bossi rispolvera lo slogan della “Roma ladrona” ordinando ai suoi amministratori di non rispettare il patto di stabilità, Leonardo Domenici, sindaco di Firenze e presidente dell’Associazione dei comuni italiani ci tiene a precisare che “come Anci, non abbiamo incitato i Comuni a sforare il patto solo per senso di responsabilità”. “La reazione di tanti sindaci alla norma che riguarda il Comune di Roma – spiega Dominici – dimostra lo stato di grave sofferenza in cui si trovano i bilanci, per una serie di interventi negativi che negli ultimi anni ci hanno riguardato e che hanno prodotto una diminuzione delle risorse disponibili e una forte contrazione dell’autonomia fiscale e finanziaria". "La proroga al 31 marzo del termine per l’approvazione dei bilanci di previsione – conclude il presidente Anci – può essere utile per intervenire con nuovi strumenti normativi che diano a tutti i Comuni, che sono sottoposti al patto, la possibilità di spendere le proprie risorse (a cominciare dagli avanzi di amministrazione) e ridare a tutti gli enti il giusto conguaglio per l’Ici. Il mancato rispetto del patto da parte dei tanti Comuni virtuosi potrebbe avere effetti molto pesanti sul bilancio dello Stato".

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