Delbono se ne va: “Bologna per me viene prima di tutto”


BOLOGNA, 25 GEN. 2010 – "Bologna per me viene prima di tutto". Per questo che Flavio Delbono, ormai completamente risucchiato nei meandri del Cinzia-gate, ha scelto di fare un passo indietro. Un passo molto lungo e piuttosto sofferto. "Ho già deciso in piena coscienza che rassegnerò le dimissioni dalla mia carica. Lo dico oggi qui nella sede istituzionale più alta della città, qual è l’aula del Consiglio comunale". E’ così che il sindaco di Bologna, indagato per peculato, abuso di ufficio e truffa aggravata, ha annunciato alle ore 15 le sue dimissioni. All’origine della sua decisione, ha spiegato, il fatto che "i modi e i tempi richiesti per difendermi eventualmente in sede giudiziaria, rischiano di avere ripercussioni negative sulla mia attività di sindaco". E per spiegare la nuova decisione rispetto all’intenzione di non dimettersi nemmeno in caso di rinvio a giudizio annunciata sabato scorso, ha aggiunto: "La storia di questa città e la lunga tradizione di impegno civico fanno sì che a Bologna ci sia una cultura diversa rispetto alle altre città".Il sindaco ha poi rassicurato i cittadini sulla continuità del lavoro dell’Amministrazione comunale e in particolare a proposito dell’imminente discussione sul bilancio 2010. "Per senso di responsabilità – ha chiarito – sceglierò modi e tempi che dovranno tener presente i temi prioritari della città a partire dal fatto che nei prossimi giorni inizierà in aula l’esame per la discussione del bilancio 2010". Un bilancio di cui Delbono ha precisato: "Rivendico la bontà nell’interesse della città, così come sono orgoglioso delle cose fatte in questi mesi".  Le voci su possibili dimissioni di Delbono si sono rincorse dal mattino in Comune a Bologna. Il primo cittadino verso le 13 ha chiamato a rapporto i quattro capigruppo di Pd, Idv, Sinistra per Bologna e Prc, cioé la coalizione che lo sostiene. Poco prima erano entrati nel suo ufficio il capo di gabinetto Giuseppe Cremonesi e la segretaria generale Caterina Grechi: "Non posso dire nulla", aveva dribblato i giornalisti la donna scura in volto. In precedenza Delbono ha visto anche il suo avvocato Paolo Trombetti. Le voci sulle possibili dimissioni sono arrivate anche dall’ interno del Pd: nel partito molti sono convinti che sia meglio che Delbono si faccia da parte per evitare un logoramento politico e mediatico."Delbono ha preso la sua decisione. Credo che in questo momento sia la decisione giusta per la città". Questo il primo commento alla notizia delle annunciate dimissioni del sindaco fatto da Cinzia Cracchi, l’ex compagna ed ex segretaria in Regione di Delbono, alla base della vicenda giudiziaria. La dichiarazione è stata diffusa dal suo difensore, l’avvocato Guido Clausi Schettini. I cronisti, incontrati in Sala Rossa poco dopo le dichiarazioni in Consiglio, hanno chiesto a Delbono se si aspettasse che la sua ex segretaria andasse fino in fondo contro di lui. E lui si è limitato a dire: "Ho visto un accanimento e un livore che ha un po’ sorpreso anche me". Il primo cittadino ha poi ribadito di avere incontrato recentemente la sua ex compagna ma ha precisato che in alcuni incontri c’erano testimoni e che altre volte "ci siamo incontrati da soli" ma, in quest’ultimo caso, gli incontri a due, ha detto, non sono avvenuti pochi giorni prima dell’interrogatorio della donna. Il sindaco ha evitato di rispondere alle domande che riguardavano la parte secretata del suo interrogatorio, mentre sul piano politico, alludendo alle sue dimissioni, ha ribadito: "Penso che questo gesto non sia incoerente con la città di Bologna". E a chi gli chiedeva che cosa farà ora, Delbono, che è anche un economista, ha spiegato: "Sicuramente torno all’Università, poi vedremo".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet