Delbono, la procura chiede il rinvio a giudizio


BOLOGNA, 27 MAG. 2010 – Il pubblico ministero Morena Plazzi ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex sindaco di Bologna Flavio Delbono. La richiesta arriva nel momento della conclusione del primo filone dell’inchiesta nota come Cinzia-gate e che verte sul presunto uso improprio di soldi della Regione impiegati per viaggi all’estero ai tempi in cui era vicepresidente della Regione.La procura ha chiesto anche il rinvio a giudizio dell’ex assessore al welfare Luisa Lazzaroni e per intralcio alla giustizia mentre per l’accusa di false dichiarazioni ai Pm c’è una richiesta di archiviazione. Sarà ora il Gup a decidere se accogliere o meno le richieste della Procura.Le ipotesi d’accusa per Delbono sono quelle di peculato e truffa aggravata nei confronti della Regione Emilia-Romagna per circa 20900 euro, intralcio alla giustizia e induzione a rilasciare false dichiarazioni per via delle pressioni che avrebbe fatto all’ex compagna Cinzia Cracchi perché tacesse.La richiesta di rinvio riguardante il primo filone dell’inchiesta verte sul presunto uso di denaro pubblico per sette viaggi istituzionali fatti da Delbono dal 2004 al 2008 quando era vicepresidente della Regione. Missioni fatte in Italia e all’estero prima assieme alla Cracchi (che era nella sua segreteria, e anche lei indagata, ma la cui posizione sembra avviata all’archiviazione) e poi con Stefania Barresi, sua successiva fidanzata.Dopo si è aggiunto un altro filone di inchiesta per cui, tra l’altro, all’ex primo cittadino è stata contestata anche l’ipotesi di corruzione per i suoi rapporti con alcuni imprenditori locali e con Mirko Divani, suo amico, consulente del Cup 2000 (il Centro di prenotazioni sanitarie unificato, dove lavorava anche la Cracchi) e intestatario del bancomat che Delbono affidò a Cinzia per anni. Delbono è indagato anche per concorso esterno in abuso d’ufficio riguardo alla questione del premio di produzione della Cracchi da quando il suo distacco dalla Regione al Cup era divenuto comando.Per quel che riguarda Lazzaroni nell’ultimo interrogatorio, un mese fa, aveva cambiato versione sulle buste consegnate alla Cracchi. Inizialmente disse di averle consegnate a fine 2008 e nell’autunno 2009 per conto del sindaco, senza conoscerne il contenuto (secondo Delbono, all’interno c’erano circa 5.000 euro come contributo per la separazione di Cinzia dal marito). Poi l’ ex assessore chiarì che quelle buste non esistevano e che aveva mentito per non smentire Delbono ed evitare che la situazione crollasse, ma senza che ci fosse stata nessuna versione concordata con il primo cittadino.

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