Delbono è pronto al ballottaggio. Cazzola un po’ meno


BOLOGNA, 9 GIU. 2009 – La mancata vittoria al primo turno, che gli è sfuggita di mano nelle ultime battute dello spoglio elettorale, gli avrà sicuramente lasciato un po’ di amaro in bocca. Quest’oggi però, dopo aver dormito qualche ora, Flavio Delbono si è presentato in conferenza stampa con una faccia stanca ma fiduciosa. Già ieri notte si era detto "molto soddisfatto" dell’andamento del voto e pronto ad andare "serenamente al ballottaggio, fiducioso di vincere – se serve – al secondo turno". E oggi, senza perdere tempo, ha annunciato la strategia in vista dei "tempi supplementari" della campagna per l’elezione a sindaco di Bologna, che si concluderanno il 21 e 22 giugno."In questa campagna elettorale – ha detto il candidato del centrosinistra – c’é stato affetto, c’é stata partecipazione, ci sono state le proposte: sono mancati solo 500 voti". Ecco perchè non è previsto nessun apparentamento con altri partiti. "La coalizione è questa, e non ci saranno cambi pro-ballottaggio", ha dichiarato in maniera categorica Delbono, che poi ha lanciato una sfida al suo sfidante Alfredo Cazzola. "Rivolgo un appello ai cittadini – ha detto Delbono – perché la scelta sarà fra il centrosinistra e la fotocopia locale di Berlusconi. Io sono disponibilissimo ad un confronto in tv, sperando che il mio avversario non sfugga al confronto come ha fatto nell’unica occasione in cui c’eravamo tutti".Il candidato di Pdl e Lega, dal canto suo, prende tempo. Ieri notte è stato estremamente prudente e ha dato via ai festeggiamenti per la conquista del ballottaggio solo a tre seggi dal termine dello scrutinio. "Adesso si apre una campagna elettorale nuova: dalla prossima settimana saremo molto impegnati nell’affrontare nuovamente i cittadini facendo altre proposte", ha dichiarato nel suo quartiere elettorale una volta sicuro del risultato. Alfredo Cazzola ha riconosciuto che il distacco che lo separa da Delbono è molto elevato, "ma noi dobbiamo fare i conti con un quadro complessivo che ci avvicina molto di quanto dimostrano i numeri – ha rilanciato – A conti fatti si tratta di 6-7 punti, che rappresentano una cifra tutto sommato non insuperabile". E a chi gli ha chiesto notizie di un’imminente arrivo di Berlusconi in città per sotenerlo, l’ex patron del Bologna calcio ha risposto che non vuole continuare a parlarne: "Perderò o vincerò io. Sono un candidato civico, ho degli alleati che mi sostengono, però questa partita la gioco io a tutto tondo, così come ho sempre fatto".Insomma, a caldo sembrava avere le idee puttosto chiare. Oggi però il suo ufficio stampa ha fatto sapere che "Alfredo Cazzola fino a giovedì sarà impegnato in riunioni di staff e non sarà reperibile". Il prossimo appuntamento con il candidato è infatti in programma l’11 giugno a mezzogiorno, ora in cui è prevista una conferenza stampa nel suo comitato elettorale.Chi invece ha già parlato è Giorgio Guazzaloca, che il il giorno dopo l’esclusione dal ballottaggio per la poltrona di sindaco di Bologna, ha incontrato i giornalisti nella sede del suo comitato elettorale. "Stavolta ho perso ma, come disse Lincoln, non sono caduto, sono solo scivolato", ha esordito il candidato sostenuto dall’Udc. "So di avere condotto una battaglia giusta, ci sarà tempo e modo per verificare la bontà delle nostre proposte", ha aggiunto, rincarando con le citazioni e ricorrendo a Napoleone. "Il tempo è la grande arte dell’uomo, diceva lui. Quindi il tempo si incaricherà di decidere". Guazzaloca ha subito stoppato chi gli stava per chiedere se darà qualche indicazione riguardo al ballottaggio, su come utilizzare il 12,7% di voti che ha raccolto nella sfida per Palazzo d’ Accursio. Nessun accenno nemmeno a Cazzola, suo avversario diretto all’interno del centrodestra. Su Delbono, invece, l’ex sindaco ha ribadito di non credere che "la sua amministrazione della città possa garantire un salto di qualità a Bologna. Sono dieci anni che mi batto per voltare pagina. Ci sono riuscito in una occasione che fu storica. Poi, le altre due tornate amministrative hanno confermato la fiducia in quell’ex modello ormai obsoleto. E questo nonostante i cinque anni di Cofferati", ha concluso l’ormai ex candidato.Dai vinti ai vincitori. Beppe Grillo, sul quotidiano online Affaritaliani.it, ha parlato di Giovanni Favia, candidato sindaco a Bologna per i grillini, arrivato a sorpresa quarto con il 3,32% dopo i tre big. Favia entrerà quasi sicuramente in Consiglio comunale. "Con dentro Giovanni sarà difficile mantenere giochini. D’ ora in poi – ha annunciato Grillo – ogni Consiglio sarà pubblicato in rete. I cittadini finalmente sapranno, vedranno e verificheranno attraverso Giovanni, la rete e il mio blog. I cittadini finalmente parteciperanno, sapranno e agiranno. Dal basso, si comincia così. Da oggi non sarà più lo stesso. E la prossima volta conquisteremo i Comuni. Dopo i consiglieri, anche i sindaci e la Regione. Ma non la Provincia, visto che siamo per l’abolizione". E in vista del secondo turno, il comico genovese assicura che "i nostri voti non sono in vendita, nessuno si allea a delle salme o a dei malati terminali, anche per non prendere malattie". Infine, fresca di riconferma, parla la presidente della Provincia Beatrice Draghetti. A margine di un incontro organizzato a palazzo Malvezzi per commentare l’esito del voto, ha risposto a una domanda sui rapporti e sulla differenza di stile, emersa più volte, fra lei e Sergio Cofferati e spesso al centro di polemiche e divergenze. "Cofferati? Appartiene alla mia vita precedente", ha detto ricalcando un’espressione più volte usata dal sindaco uscente per parlare della sua passata esperienza di sindacalista. Draghetti ha aggiunto che non ha avuto alcun contatto telefonico con Cofferati e, sul risultato elettorale da lui ottenuto alle elezioni europee, si è limitata a dire: "Non mi sono dedicata alle vicende elettorali di altri".

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